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Genova si presenta a New York a bordo del Vespucci, tra arte, mare e nuove opportunità

Due città di mare, un solo filo che attraversa l’oceano. La sera del 6 luglio, a bordo di Nave Amerigo Vespucci ormeggiata al Pier 86, Genova si è presentata a New York con l’evento “Genoa: Wonders of Art and Nature” – moderato dalla giornalista Clara Svanera – dedicato alla città come destinazione turistica e culturale. A fare gli onori di casa, prima di lasciare la parola agli ospiti, è stato il comandante della Nave, il Capitano di Vascello Nicasio Falica, che ha ricordato come il Vespucci abbia la sua base a La Spezia, in Liguria, e come il Tour Mondiale Amerigo Vespucci 2026 sia partito proprio da Genova.

Leggi l’intervista al Capitano Nicasio Falica

A raccontare la città è stata la sindaca Silvia Salis, che ha aperto il suo intervento proprio dal legame tra le due sponde dell’Atlantico. «Genova e New York sono due città sul mare che guardano il mondo», ha detto. «Due città che conoscono intimamente l’immigrazione e l’emigrazione, che hanno accompagnato la storia di chi cercava fortuna altrove e di chi trovava una nuova casa». Un filo invisibile ma indistruttibile, ha spiegato, collega il porto di Genova, con il MEI, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, a Ellis Island, da dove milioni di italiani entrarono in questo Paese con la valigia piena di sogni e di coraggio.

Ma accanto alla memoria, Salis è venuta a raccontare una Genova nuova. «Sono qui per parlarvi di una Genova che sta vivendo una rinascita straordinaria su tutti i fronti, dall’economia al turismo, una città in cui è arrivato il momento di investire», ha detto. Il desiderio più grande, ha spiegato, è che Genova torni a essere una città in cui le persone vogliano restare, dove i giovani possano costruire il proprio futuro senza dover guardare altrove, e soprattutto una città in cui tornare e mettere radici. La sindaca ha ricordato il piano di rigenerazione urbana che individua trentadue aree ex industriali da mettere a disposizione di chi ha progetti e idee d’impresa, e gli strumenti pensati per accompagnare gli investitori.

L’attenzione internazionale, del resto, è già arrivata. Salis ha ricordato che quest’anno il New York Times ha inserito Genova nella sua prestigiosa lista “52 Places to Go”, e che poche settimane fa la guida Michelin ha assegnato tre stelle ai Musei di Strada Nuova, il massimo riconoscimento, che secondo la guida significa che la meta “vale il viaggio”. Un onore che arriva proprio nell’anno in cui la città celebra il ventesimo anniversario dei suoi palazzi storici, i Rolli, iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. «Non è un colpo di fortuna, ma il risultato di una strategia che portiamo avanti con grande determinazione», ha osservato. «Questo è il momento di credere in Genova, questo è il momento di investire in Genova».

Clara Svanera, che ha moderato l’evento, ha spiegato la scelta del titolo: «Abbiamo chiamato Genoa: Wonder of Art and Nature, riprendendo una frase del grande storico francese Fernand Braudel», ha detto, descrivendola come una città che cresce dentro chi la visita. «Più la scopri, più ti sorprende», ha aggiunto, certa che anche chi la incontrava per la prima volta se ne sarebbe innamorato.

La parola è poi passata all’assessora al Commercio e al Turismo, Tiziana Beghin, che ha guidato il pubblico alla scoperta della città attraverso alcuni video e ha raccontato il cuore dell’offerta genovese. «Genova è l’incontro tra modernità e antico regime», ha detto, ricordando come la città sia stata una delle più ricche e potenti nel Quattrocento. Beghin si è soffermata sul sistema dei Rolli, le liste dei palazzi aristocratici che, per decreto della Repubblica, ospitavano a rotazione dignitari, ambasciatori e sovrani in visita. «Si potrebbe dire che sono stati il primo Airbnb della storia, un secolo prima che l’app cominciasse a funzionare», ha scherzato, ricordando che quei palazzi aprono le loro porte al pubblico due volte l’anno.

Beghin ha insistito su ciò che rende Genova unica, la sua natura di città verticale, stretta tra i monti e il mare. «Nessun’altra città in Italia può offrire questa possibilità, un’attività all’aperto e un viaggio culturale allo stesso tempo», ha detto, ricordando anche i grandi nomi dell’arte custoditi nei palazzi, da Rubens a Van Dyck fino a Canova. I risultati, ha aggiunto, si vedono nei numeri, con tre milioni e mezzo di pernottamenti nel 2025 e una crescita di oltre il quindici per cento, per più della metà da visitatori stranieri. «Il modo migliore per sentirlo è visitare Genova, quindi il nostro invito è, per favore, venite», ha detto.

A portare il saluto delle istituzioni è stato il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli, che ha dato il benvenuto alla sindaca Salis. «È molto importante, non solo per i legami tra le due città, ma perché avvicina le persone», ha detto, ricordando la forte presenza di liguri negli Stati Uniti e a New York. Un conto, ha osservato, è guardare un video e ascoltare una presentazione, un altro è andare di persona e vivere Genova. «Sono convinto che sia un’esperienza che cambia la vita».

L’incontro, uno dei tanti ospitati a bordo del Vespucci durante la sosta newyorkese, si è chiuso con il ringraziamento alla Marina Militare e a Difesa Servizi per l’opportunità offerta a Genova, definita dagli organizzatori l’ambasciata galleggiante dell’Italia nel mondo. E, guardando alla pioggia caduta su New York, dal palco è arrivato anche un sorriso e un proverbio italiano, quello per cui tutto ciò che accade sotto la pioggia porta fortuna. Forse, è stato detto, un buon auspicio per il futuro di Genova.

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