ROMA (ITALPRESS) – “Gli abbandoni scolastici sono crollati dal 2022 al 2026. Abbiamo recuperato 520 mila ragazzi che non frequentavano più e la dispersione è scesa al 7,3%: questo è un record. Siamo messi meglio di altri paesi come Germania, Estonia, Finlandia, Danimarca e Olanda, a cui spesso si fa riferimento in modo positivo: questi ragazzi prima venivano avviati al lavoro nero o alla criminalità o comunque rimanevano a casa a non fare nulla, noi li abbiamo recuperati e dato loro opportunità importanti”. Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara nella puntata di lunedì sera di Tg2 Post.
“C’è pure la dispersione implicita che riguarda l’inadeguatezza delle competenze in italiano, matematica e inglese dopo il raggiungimento dei 13 anni – aggiunge Valditara, – Qua siamo al 6,3%, mentre prima del Covid eravamo al 7,5%. Il Mezzogiorno sta recuperando rispetto al nord, quindi le differenze dal punto di vista formativo si sono ridotte: l’abbandono scolastico degli stranieri è sensibilmente più alto rispetto agli italiani, siamo passati dal 32% del 2022 al 26% di oggi ma è comunque una percentuale enormemente superiore”.
“Realizzare una vera integrazione significa favorire la conoscenza della lingua italiana, aspetto su cui siamo intervenuti assumendo mille docenti formati proprio per insegnare italiano agli stranieri. Altrettanto importante è la condivisione dei nostri valori: se una ragazza entra in classe con il niqab o il burqa evidentemente non vive in un contesto che riconosce la parità tra uomo e donna; mascherare una ragazza significa non riconoscere la sua identità e danneggiare la socialità. Una proposta che voglio portare avanti è l’avvio di percorsi di formazione per quei genitori che non conoscono bene la nostra lingua”, sottolinea Valditara.
“Siamo intervenuti su tre versanti: divieto del cellulare a scuola anche a scopo didattico, al fine di recuperare la socializzazione; motivazione, attraverso i programmi Agenda sud e Agenda nord, per far sì che la scuola appaia più accattivante tramite sport, teatro o cinema; l’educazione civica, affinché i ragazzi usino i social e l’intelligenza artificiale in maniera corretta. Dobbiamo andare sempre di più verso una didattica concepita per le esigenze del singolo studente: l’intelligenza artificiale in questo senso può certamente essere d’aiuto”, conclude.
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