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Confindustria, Orsini “Giusto estendere le Zes in tutta Italia, le aziende vogliono certezze”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Sud deve continuare a crescere, perché l’intera Italia ha bisogno di viaggiare alla stessa velocità. Ma adesso serve una Zes unica per tutto il Paese: bisogna sbrogliare la matassa burocratica, con una Conferenza dei servi-zi che metta tutti gli enti attorno allo stesso tavolo e abbia il potere di far par-tire gli investimenti”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in un’intervista a La Stampa, illustrando il progetto dei governatori: un documento rivolto al governo che punta a estendere al Nord il modello dei “piani speciali per l’industria” in modo da accelerare gli investimenti industriali. “È un progetto che non solo condivido, ma che sottoscrivo. E giusto che questo strumento di semplificazione sia applicabile a tutto il Paese, mantenendo un occhio di riguardo per il Mezzogiorno”, dice il presidente di Confindustria. “Serve una regia nazionale. Negli anni molte competenze sono state giustamente trasferite alle Regioni, ma su infrastrutture, logistica, energia e politica industriale occorre una visione d’insieme. Va sostenuto il singolo governatore o il singolo sindaco che si trova a governare questioni così complesse, soprattutto per il loro cari-co di regole e burocrazia”.

Qual è regola della Zes che estenderebbe al resto del Paese? “Una sola: tempi certi”, risponde Orsini. “Dal momento in cui presento una richiesta devo sapere entro quanto riceverò una risposta. La soluzione è una Conferenza dei servizi convocata nel più breve tempo possibile e il silenzio-assen-so trascorsi un numero definito di giorni, massimo due mesi. Non chiediamo privilegi, ma certezze per tutti”. Gli incentivi “devono continuare a sostenere il Mezzogiorno. Il credito d’imposta ha funzionato e va mantenuto, anzi rafforzato e ulteriormente migliorato. Per il resto del Paese, invece, la priorità oggi è la semplificazione amministrativa. Pensiamo a un sindaco di un piccolo Comune. Ogni decisione su un insediamento che necessita di più autorizzazioni com-porta responsabilità enormi, ricorsi, controlli, passibili contestazioni. E normale che prevalga la prudenza. Se invece esiste una procedura chiara, anche il primo cittadino viene sollevato da molte re-sponsabilità e il procedimento può andare avanti. Oggi succede troppo spesso che un ente non risponda nei tempi previsti e tut-to rimanga fermo. Questo non è accettabile”, conclude.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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