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A luglio stabile a 24,3 milioni il numero degli occupati, in aumento l’indice delle retribuzioni

ROMA (ITALPRESS) – A luglio, secondo i dati della Nota Istat sull’andamento dell’economia, il numero di occupati è sostanzialmente invariato rispetto al mese precedente, attestandosi a 24 milioni 370mila unità. Questo risultato è sintesi di un aumento tra gli uomini e i 35-49enni, a fronte di un calo tra le donne e in tutte le altre classi d’età. Per posizione professionale l’occupazione cresce tra i dipendenti permanenti e gli autonomi mentre diminuisce tra i dipendenti a termine, proseguendo una tendenza in atto da qualche anno.

Il tasso di occupazione risulta stabile al 63,2%. Rispetto a giugno si rileva una flessione della disoccupazione, per effetto di una diminuzione che coinvolge i soli uomini, i 15-34enni e chi ha almeno 50 anni. Nel confronto mensile, il tasso di disoccupazione totale, che nell’ area euro è stabile al 6,4%, risulta in calo al 5,8% (-0,1 punti) mentre quello giovanile sale al 18,9% (+0,2 punti). Sempre rispetto a giugno, infine, è stabile al 32,8% il tasso d’inattività. Su base trimestrale, nel trimestre maggio-luglio 2026 si registra un incremento del livello di occupazione pari allo 0,4% su base congiunturale (per un totale di 91mila occupati) che interessa gli uomini, le donne e i soli dipendenti permanenti.

La crescita dell’occupazione si associa all’aumento delle persone in cerca di lavoro (+3,4%, pari a +49mila unità) e alla diminuzione degli inattivi (-1,2%, pari a -144mila unità). In aumento l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie a giugno, sia su base congiunturale (+0,5%) sia tendenziale (+2,4%), quest’ultimo con incrementi simili per il settore privato (+2,4%: +3,2% nell’agricoltura, +2,7% nell’industria e +2,2% nei servizi privati) e per quello pubblico (+ 2,3%).

Nel secondo trimestre del 2026, l’incremento tendenziale delle retribuzioni contrattuali nel settore privato (+2,3%) ha evidenziato un lieve rallentamento rispetto al primo trimestre 2026 (+2,4%); nel settore pubblico, invece, la crescita retributiva è stata marginalmente superiore (+2,7%), in virtù dei rinnovi contrattuali relativi al triennio 2022-2024, ma inferiore al primo trimestre 2026 (+3,3%). Parallelamente, si osserva una riduzione dell’incidenza dei lavoratori dipendenti interessati da contratti scaduti: tale quota risulta infatti contenuta a poco più del 10% degli occupati.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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