Economia, business, innovazione.

Un italiano all’Iridium: Davide Pannozzo porta il suo blues sul palco di Les Paul

Tra le luci dei lampioni e dei teatri di Broadway, c’è un luogo che per ogni chitarrista è diventato un po’ culto: l’Iridium. Aperto nel 1994 e poi trasferitosi nell’attuale sede nel 2001, è uno dei pochi jazz club in grado di resistere nel tempo, e che si è legato indissolubilmente al nome del leggendario chitarrista Les Paul, che vi ha suonato ogni lunedì sera a partire dal 1995 e fino agli ultimi giorni della sua vita.

È lì che il 6 agosto salirà sul palco Davide Pannozzo, chitarrista e autore italiano che da tempo ha scelto New York come casa e come banco di prova. “Suonare all’Iridium, per un chitarrista, non è un concerto come gli altri: è il palco di Les Paul. Ci arrivo con rispetto, ma anche con la voglia di portarci qualcosa di mio”, racconta Pannozzo.

La sua storia comincia molto lontano dal blues. Chitarra classica a sei anni, poi il diploma al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma: una formazione rigorosa che Pannozzo non ha mai rinnegato, ma ha piegato a un’altra lingua quando ha incontrato il blues. Da quell’innesto – disciplina classica ed espressività blues e jazz – nasce un suono riconoscibile, in cui il controllo tecnico non prende mai il sopravvento sul racconto.

Vent’anni di palchi lo hanno portato dal Ronnie Scott’s di Londra al Bitter End di New York, fino all’IBC di Memphis, e a condividere il palco con musicisti come George Benson, Robben Ford e Steve Jordan. Proprio Jordan, insieme allo stesso Will Lee che lo affiancherà all’Iridium, ha prodotto il suo album Unconditional Love, entrato nella Top 50 dei dischi jazz-blues della radio americana SiriusXM. I singoli Be Blessed, Keep On Loving You e Love is a Simple Thing sono finiti nelle playlist editoriali di Spotify in quattro continenti.

E con lui, quella sera, ci sarà una sezione ritmica che è storia della televisione americana. Ad accompagnarlo è infatti una all-star band: Will Lee al basso, per decenni volto e suono del David Letterman Show, Shawn Pelton alla batteria, storico batterista del Saturday Night Live, e Etienne Stadwijk alle tastiere, con cui Pannozzo compone e produce i suoi ultimi lavori.

Di Davide Pannozzo, proprio Will Lee ha detto: “There are very few artists these days that can inspire and are filled with inspiration and great ideas; Davide Pannozzo is one of them.”

Il concerto fa parte della nuova serie del club “In The Pocket”, espressione che nel gergo dei musicisti indica quel punto esatto in cui tempo, groove e band respirano insieme. In scaletta, accanto agli inediti degli ultimi dischi di Pannozzo, convivono le pagine che hanno formato generazioni di chitarristi – dal Little Wing di Hendrix al Jeff Beck di Brush with the Blues, fino al jazz-fusion di Stratus.

C’è poi l’altra metà del suo lavoro: GUITARlab, l’accademia online che Pannozzo ha fondato per insegnare il blues moderno, con una community di allievi divisa tra Italia e paesi anglofoni. Un progetto che nasce da una convinzione precisa, che è anche la sua frase più citata: “il blues è una lingua – una lingua che chiunque può imparare a parlare con autenticità e con l’anima”.

Per una sera, uno dei palchi più identitari della chitarra americana parlerà anche italiano. I biglietti sono già disponibili per l’acquisto.

L’articolo Un italiano all’Iridium: Davide Pannozzo porta il suo blues sul palco di Les Paul proviene da IlNewyorkese.

Torna in alto