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Liguria 2030, rapporto Ambrosetti: “Blue economy punto forte per la regione”

RAPALLO (GENOVA) (ITALPRESS) – “Ci sono luci e ombre, ma ci sono tante luci”. Così Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato di The European House-Ambrosetti, ha sintetizzato il rapporto annuale presentato oggi a Rapallo durante la decima edizione del think tank Liguria 2030, piattaforma permanente di confronto promossa da TEHA Group con Regione Liguria. “La blue economy è un punto di grande importanza per la regione – ha ricordato De Molli – e già oggi è protagonista significativa: un terzo di tutti i Teu movimentati in Italia passano dai porti liguri”. In particolare la Liguria è prima in Italia per incidenza di imprese (11%), valore aggiunto (14,4%) e occupati (15,2%). È la terza regione per densità turistica (972,6 arrivi per chilometro quadrato nel 2025) e la prima per spiagge con Bandiera Blu (13,3 per chilometro quadrato). L’export ad alto contenuto tecnologico rappresenta il 67,5% del totale, quota che vale il secondo posto a livello nazionale. Tra le ombre “siamo una popolazione che invecchia, quindi c’è il tema della longevità che va affrontato a 360 gradi. La Liguria è ultima in Italia sul piano dell’apporto delle rinnovabili per abitante. Stiamo perdendo talenti: la fuga è evidente in Liguria, peraltro in linea con la media nazionale. E abbiamo un numero di laureati inferiore a quello che dovremmo avere”. Il rapporto individua alcune priorità strategiche per il futuro: underwater, nucleare, intelligenza artificiale e tutela della risorsa idrica.

La Liguria è la seconda regione dopo la Lombardia per numero di imprese attive che operano, integralmente o per quota parte delle proprie attività, nella filiera nucleare, con 11 aziende che rappresentano il 15,7% del totale nazionale. Per questo la Liguria “presenta un ecosistema industriale per affermarsi come polo strategico del nuovo nucleare in Italia”. Nel 2025, il fatturato core nucleare riconducibile alla Liguria è stimato in circa 222 milioni, pari a circa il 33% della filiera nucleare core italiana, stimata complessivamente in 675 milioni di euro. “È una cifra enorme – ha commentato il presidente ligure Marco Bucci -. Investendo nel nucleare potremmo entrare nelle rinnovabili in maniera molto più pesante”. Potrebbero esserci anche impianti di produzione di energia nucleare in Liguria? “Se sono fatti con tecnologia 4,0, certamente sì. Non pensiamo alle centrali vecchio stampo”, ha risposto il presidente.

– foto ufficio stampa Regione Liguria –

(ITALPRESS).

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