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L’educazione digitale come strumento di emancipazione di 210 detenuti in Lombardia

MILANO (ITALPRESS) – Abbattere le barriere dell’esclusione sociale e lavorativa partendo dalle competenze digitali. Nasce con questo obiettivo il progetto “Futuro in Connessione: Digital Skills e Crescita Personale per un Nuovo Inizio”, un’iniziativa formativa all’avanguardia ideata per trasformare il tempo della pena in un’opportunità concreta di emancipazione e riscatto per ben 210 beneficiari, tra detenuti e giovani in carico all’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE). Le prime attività di coinvolgimento e di formazione dei detenuti saranno avviate già a settembre. “Futuro in Connessione” è un progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale, promosso da Fondazione Triulza ETS, Spazio Aperto Servizi Società Cooperativa Sociale, Consorzio SIR, Factory Plus S.r.l. Società Benefit e A&I Società Cooperativa Sociale Onlus in collaborazione con 5 istituti penitenziari della Lombardia: CR Milano Bollate, CC Monza, Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Lombardia – Milano, CC Milano S. Vittore “Francesco Di Cataldo” e CR Milano Opera. Il progetto parte dal presupposto che l’educazione digitale e la consapevolezza finanziaria non sono privilegi, ma diritti di cittadinanza essenziali per non rimanere ai margini della società e si distingue per un approccio concreto e di lungo periodo.

Una delle principali novità riguarda le infrastrutture: tutti i computer utilizzati durante le attività formative saranno donati agli istituti penitenziari coinvolti, lasciando così un’eredità tecnologica permanente a disposizione delle strutture per le future attività didattiche dei ristretti. Il progetto mira a ridurre il forte divario digitale (digital divide) che spesso isola i detenuti dal mondo esterno e ostacola profondamente il loro reinserimento sociale e lavorativo. Attraverso corsi molto pratici, i partecipanti acquisiranno le competenze tecnologiche fondamentali richieste oggi dal mercato del lavoro e indispensabile anche per la gestione della vita quotidiana: dall’utilizzo degli strumenti informatici di base fino all’approccio consapevole delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale, dalla gestione dell’identità digitale (SPID/CIE) all’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione. “L’obiettivo non è quello di insegnare solo a usare un computer ma costruire un ponte tra l’isolamento detentivo e il mercato del lavoro, riducendo il rischio di recidiva attraverso l’acquisizione di skill reali, certificabili e immediatamente spendibili. L’accesso alle tecnologie è un requisito imprescindibile per l’inclusione sociale, economica e lavorativa. Il mondo accelera tra servizi PA online, smart working e intelligenza artificiale. Attraverso l’inclusione digitale, il progetto trasforma il tempo della pena in tempo di riqualificazione”, sottolineano i promotori del percorso.

– foto Unspash da ufficio stampa Fondazione Triulza –

(ITALPRESS).

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