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La nuova mappa dell’italianità negli Stati Uniti

Al Consolato Generale d’Italia di New York la memoria diventa una mappa interattiva. Non un archivio statico né una semplice raccolta di testimonianze, ma un progetto che prova a trasformare le radici italiane negli Stati Uniti in una rete viva di storie, territori e identità condivise.

È stata presentata ieri TracingITALIANroots.NY, piattaforma digitale dedicata alla valorizzazione dell’eredità culturale italiana in America. Al centro dell’iniziativa una web app gratuita che consente agli utenti di esplorare una mappa dinamica dell’italianità negli Stati Uniti, attraversando racconti familiari, tradizioni, luoghi d’origine e percorsi migratori.

Il progetto, riconosciuto come Progetto Speciale dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e sviluppato da GlobalMedia, debutta a New York dopo una prima fase pilota avviata a Washington. Cento i profili già disponibili sulla piattaforma, consultabili a livello globale.

Più che una banca dati genealogica, TracingITALIANroots.NY prova a costruire un ponte tra passato e presente, tra i piccoli borghi italiani e le comunità italoamericane disseminate negli Stati Uniti. Una geografia affettiva prima ancora che digitale.

«Abbiamo iniziato a Washington, ora siamo qui a New York per l’espansione del progetto. È una web app, quindi non un’app da scaricare, attraverso cui viene mappata tutta l’italianità qui a New York», ha spiegato Fabio Castagna della Global Media, partner e proprietario della piattaforma Tracing Italian Roots.

«La cosa interessante è che vengono mappate anche le radici in Italia: c’è un ponte che parte da New York per capire quali siano le origini e viceversa. Ci sono database, motori di ricerca, la possibilità di autoregistrarsi e realizzare interviste. Ma soprattutto non si tratta di una semplice schedatura: viene raccontata la storia di quel territorio e questo permette anche una promozione culturale dell’Italia».

L’idea nasce circa tre anni fa da un lavoro locale legato alla città di Mantova e alla storia dei Gonzaga, per poi trasformarsi progressivamente in un progetto più ampio dedicato alla presenza italiana all’estero.

«Quando abbiamo iniziato a mappare i Gonzaga a Mantova è nata l’idea di raccontare non solo un territorio, ma l’italianità in generale. Da lì siamo arrivati a New York, abbiamo sviluppato altre applicazioni e, grazie al dialogo con il Comites di New York, è nata una partnership sulle radici italiane. Successivamente, insieme al MAECI, il progetto è stato pensato per tutti i Comites degli Stati Uniti».

Durante l’evento è stato ricordato anche il riconoscimento istituzionale ottenuto dalla piattaforma, sostenuta come modello capace di intrecciare innovazione, memoria e promozione culturale.

«Il MAECI insieme a Global Media ha finanziato il progetto riconoscendolo come un modello virtuoso tra cultura, memoria e innovazione. Nel 2025 l’Ambasciata d’Italia aveva presentato una prima versione pilota che ha avuto un successo immediato. Oggi la piattaforma è pienamente operativa e in continua evoluzione».

L’obiettivo, spiegano i promotori, è creare una rete partecipativa capace di coinvolgere istituzioni, associazioni, musei, media e comunità locali. Una mappa che non serva soltanto a rintracciare cognomi o luoghi d’origine, ma a ricostruire un senso di appartenenza collettivo.

Nel corso della presentazione una simulazione video della piattaforma ha mostrato il funzionamento della web app: un viaggio virtuale tra storie familiari, immagini, tradizioni culinarie e piccoli paesi italiani da cui, generazioni fa, sono partite migliaia di famiglie dirette negli Stati Uniti.

L’articolo La nuova mappa dell’italianità negli Stati Uniti proviene da IlNewyorkese.

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