PALERMO (ITALPRESS) – Un percorso per ricostruire 43 anni a stretto contatto con il panorama politico è un’occasione per riflettere, in compagnia di quelli che lui stesso definisce amici, sull’evoluzione delle dinamiche d’aula parlamentare e dei rapporti tra partiti. Pier Ferdinando Casini ha scelto la cornice di Palazzo Bonocore, a Palermo, per presentare il suo ultimo libro ‘Al centro dell’aula. Dalla prima Repubblica a oggi’: l’opera raccoglie al proprio interno gli interventi in aula e l’evoluzione politica di un uomo che nella propria carriera ha indossato i panni del leader di partito, del presidente della Camera, dell’uomo tanto di destra quanto di sinistra; presenti, insieme a Casini, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, il vicepresidente nazionale di Italia Viva Davide Faraone e il deputato del Pd Giuseppe Provenzano.
L’incontro ha permesso a Casini di condividere aneddoti con il pubblico e i compagni di palco, ma anche per favorire uno scambio di vedute sui cambiamenti all’interno del parlamento e delle stesse coalizioni. Il tema principale è la scomparsa dei partiti in senso tradizionale, con una politica sempre più diretta verso i personalismi: a ciò si aggiungono il progressivo arretramento del centro con conseguente polarizzazione tra destra e sinistra, un ruolo più preponderante dell’Europa senza però che essa abbia ancora raggiunto un ruolo da protagonista nello scenario globale, l’urgenza di trovare strategie per frenare la disaffezione dei cittadini verso il voto.
“In occasione del mio 70esimo compleanno alla Camera hanno voluto radunare tutti i miei scritti e interventi in aula – racconta Casini, – Ho amato la politica cercando di fare il meglio che potevo, in un percorso complicato nel quale è cambiato il mondo. Quando sono nato nel 1955 l’Europa produceva il 50% del Pil mondiale, oggi produce il 15%: ci sono tantissime sfide economiche alle porte, ma dobbiamo prendere in mano il nostro destino per fare sì che i nostri figli non siano sudditi di qualcun altro. Oggi quando parlo con i giovani mi rendo conto di quanto siano migliori di come li rappresentiamo: è fondamentale che conoscano la storia. Vorrei che in politica si ricominciasse a dialogare profondamente: in questa sala ci sono persone che, anche con idee diverse, vogliono dialogare sul futuro dell’Italia. Con il senno di poi si potrebbero dire tante cose: una di queste è che rispetto al governo di oggi Berlusconi è un moderato”.
La peculiarità dell’ex presidente della Camera, secondo Provenzano, è la capacità di passare “da leader di partito a uomo delle istituzioni: da uomo di sinistra ho trovato un curioso paradosso in questo passaggio. Su alcune cose non mi sono trovato d’accordo, anche perché con Casini quand’ero giovane siamo stati avversari politici: pensavo che dopo la Dc potesse esserci ancora una forza moderata in grado di tenere a bada il demone della destra, ma con la stagione del berlusconismo quel tema è stato rinnegato”.
Faraone evidenzia un particolare allineamento con Casini in merito all’idea “secondo cui in assenza di un centro forte all’interno del centrosinistra si finisca per rafforzare la destra: è altrettanto oggettivo però che questa destra che governa il paese ha messo in un angolo ogni forma di riformismo, sebbene oggi questo rischio sia presente anche all’interno del centrosinistra; in questo modo si rischia di presentare agli elettori due coalizioni con un bipolarismo abbastanza tendente all’estremo”.
Mulè sottolinea come “la traiettoria politica di Casini è all’insegna di una fedeltà a quelli che ritiene i suoi valori: a questa si aggiunge un senso di responsabilità istituzionale in cui la cultura del compromesso è un elemento fondamentale affinché la democrazia sia realmente tale. C’è un passaggio del libro che mi ha particolarmente in cui, quello in cui si dice che inseguire la chimera del centro non faccia altro che estendere la polarizzazione: la Dc nella prima Repubblica seppe tenere a bada gli ‘spiritelli’ della sinistra, ma oggi è diverso”.
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