MILANO (ITALPRESS) – Puntare su incentivi, competenze tecniche e credito per trasformare i progetti di efficienza energetica e autoproduzione da fonti rinnovabili in investimenti concreti, guardando soprattutto alle Pmi. È l’obiettivo dell’incontro “Nuova energia per il futuro. Più valore per il Paese. Dalle sfide del costo dell’energia alle soluzioni: incentivi e credito a supporto delle imprese”, promosso dal Gestore dei Servizi Energetici e da Banco BPM presso la sede dell’istituto bancario a Milano. Per integrare risorse pubbliche e private.
Sono intervenuti il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin; l’amministratore delegato del Gse, Vinicio Mosè Vigilante; l’amministratore delegato di Banco BPM, Giuseppe Castagna e il vicepresidente di Confindustria con delega all’Energia, Aurelio Regina. Il confronto ha posto al centro un modello integrato in cui gli strumenti pubblici di sostegno e le competenze tecniche del Gse si affiancano alla capacità di finanziamento del sistema bancario. L’obiettivo è accompagnare le imprese lungo l’intero ciclo dell’investimento: dall’analisi dei consumi e dalla scelta degli interventi all’individuazione dell’incentivo e della soluzione finanziaria più adeguati, fino alla realizzazione dei progetti e alla misurazione dei risultati energetici ed economici.
“Il costo dell’energia – ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – è un fattore di competitività e dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni migliori per investire e programmare. Fare della transizione energetica un volano di sviluppo significa creare un contesto stabile, favorire gli investimenti e accelerare la realizzazione di nuovi progetti. L’azione di semplificazione che abbiamo avviato e la forte crescita delle rinnovabili dimostrano che la strada è quella giusta. Dobbiamo continuare a rafforzare la sicurezza energetica e la competitività del nostro sistema produttivo, trasformando la transizione in un’opportunità concreta di crescita e creazione di valore per il Paese”.
Vinicio Mosè Vigilante, amministratore delegato del Gse, dal canto suo, ha dichiarato: “La transizione energetica diventa crescita quando i progetti riescono ad arrivare alla realizzazione. Il Gse sostiene gli investimenti e ne rafforza la bancabilità, riducendo il capitale iniziale da mobilitare e rendendo più prevedibili i ricavi; il sistema bancario può tradurre queste condizioni in soluzioni finanziarie coerenti con i tempi e i flussi dell’investimento”. “La collaborazione avviata con il sistema bancario nasce da questa complementarità: rendere gli incentivi più accessibili e comprensibili, valorizzare nelle valutazioni del credito gli esiti delle istruttorie del Gse e sviluppare strumenti capaci di accompagnare le imprese fino all’entrata in esercizio degli impianti”.
Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm, ha osservato: “La transizione energetica rappresenta una priorità strategica per la competitività del sistema produttivo e per la crescita sostenibile del Paese. Per affrontare questa sfida servono investimenti, visione di lungo periodo e una stretta collaborazione tra istituzioni, imprese e sistema finanziario. In Banco Bpm siamo impegnati ad accompagnare le aziende lungo questo percorso, facilitando l’accesso al credito e mettendo a disposizione competenze specialistiche in grado di affiancarle nella realizzazione di progetti concreti. Il dialogo con il Gse nasce proprio dalla convinzione che l’integrazione tra strumenti pubblici di sostegno, know-how tecnico e finanza possa accelerare gli investimenti in efficienza energetica e in fonti rinnovabili, trasformando la sostenibilità in un fattore di sviluppo, innovazione e competitività per le imprese”. La disponibilità di un incentivo, da sola, non sempre basta a sbloccare un investimento. Integrare assistenza specialistica, misure pubbliche e credito consente di ridurre queste barriere, migliorare la qualità degli interventi e rafforzarne la bancabilità. Un ruolo rilevante può essere svolto anche dai Power Purchase Agreement (PPA), contratti di acquisto di energia a lungo termine che offrono alle imprese maggiore visibilità sui costi e ai produttori maggiore prevedibilità dei ricavi, favorendo il finanziamento di nuova capacità rinnovabile.
Qualificazione delle controparti, strumenti di garanzia e aggregazione della domanda possono ampliarne l’accessibilità, anche per le Pmi. Il confronto è proseguito con la tavola rotonda “Dalla visione all’azione: sinergie, strumenti e soluzioni per accompagnare le imprese nella transizione energetica”, alla quale hanno partecipato Mattia Mastroianni, responsabile Corporate Banco BPM; Vito Pastore, Direttore Relazioni esterne e programmazione strategica del Gse; Leonardo Giuseppe Marseglia, Fondatore e Presidente di Marseglia Group; e Marco Ravazzolo, direttore Politiche Ambiente, Energia e Mobilità di Confindustria.
– foto xu6/Italpress –
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