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Alla Sapienza di Roma la IV International Conference di Scuola Democratica con oltre 1.200 studiosi

ROMA (ITALPRESS) – Da martedì 1° settembre a venerdì 4 settembre, Sapienza Università di Roma ospiterà la IV International Conference di Scuola Democratica, dal titolo “Learning For Democracy / Democracy For Learning”, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla ricerca educativa e alle politiche dell’istruzione, organizzato in collaborazione con Scuola Democratica e il Mulino. Media partner dell’iniziativa è RaiRadio3. Con più di 1.000 contributi scientifici selezionati e organizzati in circa 220 sessioni, 150 panel tematici, 5 keynote lecture, 5 simposi e 6 special events, la Conferenza vedrà la partecipazione di oltre 1.200 tra studiose e studiosi provenienti da diversi Paesi del mondo, offrendo un confronto interdisciplinare sul futuro dell’educazione e della democrazia. Tra i protagonisti della Conferenza figurano alcune delle voci più autorevoli del panorama internazionale degli studi sull’educazione: Gert Biesta, tra i maggiori teorici dell’educazione alla cittadinanza democratica; Radhika Gorur, esperta di politiche educative e cultura dei dati; Paolo Landri, che proporrà una prospettiva socio-ecologica della scuola democratica; Rajani Naidoo, impegnata nello studio del futuro dell’università nell’era dell’intelligenza artificiale; e Pedro N. Teixeira, tra i principali studiosi delle politiche dell’istruzione superiore.

Che cosa significa educare alla democrazia in un tempo segnato da guerre, crisi delle istituzioni democratiche, rivoluzione dell’intelligenza artificiale, cambiamenti climatici e crescita delle disuguaglianze? Può esistere una democrazia senza educazione? E un’educazione che non sia profondamente democratica? Sono questi alcuni degli interrogativi al centro dell’edizione 2026, che prende forma dalla convinzione che educazione e democrazia non rappresentino due ambiti distinti, ma costituiscano un rapporto di reciproca dipendenza: l’educazione forma cittadini e cittadine capaci di partecipare criticamente alla vita pubblica, mentre la democrazia crea le condizioni affinché l’apprendimento possa svilupparsi come esperienza di libertà, inclusione e responsabilità. In questa prospettiva, Learning for Democracy / Democracy for Learning non è soltanto il titolo della Conferenza, ma un vero e proprio programma di ricerca e una proposta culturale rivolta alla società contemporanea. La Conferenza di quest’anno acquisisce un significato ancor più profondo perché si svolge in un momento storico particolarmente complesso. Guerre, crisi ecologiche, trasformazioni tecnologiche accelerate, polarizzazione del dibattito pubblico, diffusione della disinformazione, concentrazione del potere nelle piattaforme digitali e crescente sfiducia nelle istituzioni democratiche impongono di ripensare il ruolo dell’educazione come infrastruttura essenziale della convivenza democratica.

L’obiettivo non è soltanto analizzare le criticità del presente, ma individuare strumenti teorici e pratici applicabili per costruire società più giuste, inclusive e sostenibili. Per quattro giorni Roma diventerà così un laboratorio internazionale nel quale ricercatrici e ricercatori, insegnanti, dirigenti scolastici, decisori pubblici e professionisti dell’educazione discuteranno come ripensare scuola, università e sistemi formativi di fronte alle grandi trasformazioni del XXI secolo. Questa edizione è dedicata alla memoria dei bambini vittime delle guerre contemporanee. Ricorda gli oltre 20.000 bambini uccisi nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023, i 38 bambini morti negli attacchi terroristici in Israele dello stesso giorno e tutti i minori le cui vite sono state spezzate o profondamente segnate dai conflitti in Ucraina, Libano, Iran, Siria, Yemen, Sudan, Sahel, Somalia e Myanmar, insieme ai bambini morti nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere un luogo sicuro. Secondo l’UNICEF, oggi circa 473 milioni di bambini, uno su sei nel mondo, vivono in aree interessate da conflitti armati. Una dedica che richiama il nesso inscindibile tra pace, diritti, educazione e democrazia, ricordando come non possa esistere educazione senza pace, né democrazia senza il diritto universale ad apprendere.

“Ospitare in Sapienza la IV Conferenza Internazionale di Scuola Democraticadichiara la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni – significa riaffermare la missione pubblica del nostro Ateneo come luogo di produzione, trasmissione e condivisione della conoscenza, aperto al confronto tra discipline, istituzioni e comunità scientifiche di tutto il mondo. Significa, al tempo stesso, ribadire il ruolo sociale dell’università, parte attiva di una più ampia comunità educante, chiamata ad accompagnare la crescita delle persone e a promuovere la capacità di leggere criticamente la complessità del presente e di concorrere alla costruzione del bene comune’. ‘In una fase storica segnata da profonde trasformazioni geopolitiche, tecnologiche e sociali, – continua la Rettrice – educazione, ricerca e formazione costituiscono strumenti essenziali per rafforzare la coesione sociale, alimentare il dialogo e formare cittadine e cittadini consapevoli e responsabili. È questa la responsabilità che l’università è chiamata ad assumere, contribuendo a costruire gli strumenti culturali necessari per affrontare le sfide del nostro tempo’. ‘È questo, in particolare, il valore di una conferenza che pone l’educazione al centro del dibattito pubblico internazionale – conclude la rettrice Antonella Polimeni – riconoscendone la funzione fondamentale per lo sviluppo democratico, la promozione della pace e la costruzione del futuro delle nostre società”.

Il programma scientifico si sviluppa attraverso oltre 150 panel che affrontano le principali questioni aperte della ricerca educativa contemporanea: il futuro della cittadinanza democratica, la povertà educativa, le nuove disuguaglianze sociali, le migrazioni, la pace e i conflitti, la giustizia sociale, le questioni di genere, l’inclusione, la sostenibilità ambientale, la trasformazione digitale, la governance dei sistemi educativi, il ruolo dell’intelligenza artificiale e il rapporto tra dati, algoritmi e politiche pubbliche, fino alle prospettive di rinnovamento della scuola e dell’università. Una particolare attenzione sarà dedicata alle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale e dalla crescente datificazione dell’educazione. Se negli ultimi decenni le politiche educative sono state guidate dalla disponibilità di dati comparativi, oggi l’affermazione di modelli decisionali fondati su algoritmi, analisi predittive e piattaforme digitali apre interrogativi inediti sulla trasparenza, sull’autonomia della ricerca, sulla qualità della democrazia e sulla funzione pubblica della conoscenza. Analogamente, il futuro dell’università sarà discusso non soltanto sotto il profilo organizzativo, ma come questione decisiva per la tenuta delle società democratiche e per la difesa del sapere come bene pubblico.

Accanto al programma scientifico internazionale, la Conferenza ospiterà cinque simposi promossi da ANP – Associazione Nazionale Presidi, Be for Education Foundation, Fondazione per la Scuola – Compagnia di San Paolo, INDIRE, INVALSI e Banca d’Italia, che metteranno in dialogo ricerca, politiche pubbliche e pratiche educative sui temi più rilevanti per il sistema scolastico italiano. Il simposio promosso da ANP approfondirà il rapporto tra neuroscienze e didattica, esplorando come le evidenze scientifiche possano tradursi in pratiche di apprendimento realmente significative, capaci di valorizzare motivazione, emozioni, metacognizione e apprendimento cooperativo. La Be for Education Foundation presenterà una riflessione sul benessere della professione di docente a partire dai risultati delle più recenti indagini nazionali e internazionali, affrontando il rapporto tra soddisfazione professionale, complessità del lavoro e condizioni di stress che caratterizzano oggi l’insegnamento. La Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo analizzerà gli effetti della denatalità sul futuro dei sistemi scolastici, proponendo una riflessione su come il calo demografico possa trasformarsi in un’opportunità per ripensare organizzazione, qualità ed equità della scuola.

Il simposio promosso da INDIRE offrirà una lettura dell’ecosistema dell’istruzione e della formazione alla luce delle trasformazioni demografiche, sociali e tecnologiche, con particolare attenzione ai territori, alla formazione dei docenti, ai nuovi ambienti di apprendimento e all’intelligenza artificiale. INVALSI e Banca d’Italia, infine, approfondiranno il ruolo degli stereotipi di genere nello sviluppo delle competenze, evidenziando come aspettative culturali e pratiche educative influenzino i percorsi scolastici, le competenze finanziarie e le opportunità di partecipazione democratica delle nuove generazioni. “La Conferenza nasce dalla convinzione – dichiara Assunta Viterriti, responsabile del comitato scientifico e organizzativo della Conferenza e co-direttrice della rivista Scuola Democratica – che educazione e democrazia debbano essere considerate sempre più come pratiche inseparabili: la prima rende possibile la seconda, mentre la seconda costituisce la condizione perché l’apprendimento sia davvero libero, critico e inclusivo. Vogliamo che questa Conferenza – conclude Viterriti – sia uno spazio internazionale di confronto capace di mettere in dialogo saperi, discipline ed esperienze diverse, per immaginare nuovi modi di abitare le crisi del presente e costruire il futuro dell’educazione’.

Dopo le edizioni del 2019, del 2021 e del 2024, la “IV International Conference di Scuola Democratica” conferma il proprio ruolo come uno dei principali appuntamenti europei dedicati alla ricerca sull’educazione e alle politiche della conoscenza. Per quattro giorni Roma diventerà uno spazio di confronto internazionale nel quale discipline diverse dialogheranno per immaginare come educazione e democrazia possano continuare a rafforzarsi reciprocamente, contribuendo alla costruzione di società più aperte, inclusive, sostenibili e democratiche.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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