ROMA (ITALPRESS) – La tutela dei ragazzi e la responsabilità condivisa di scuola, istituzioni e organizzazioni sportive sono state al centro dell’incontro “Oltre il bullismo. Lo sport come luogo di tutela, responsabilità e prevenzione”, promosso da Asc, Uni, Fidae e Accredia nel Salone d’Onore del Coni, a Roma.
La mattinata è stata dedicata agli strumenti per rendere gli ambienti sportivi più sicuri e trasformare gli obblighi di protezione in una cultura della prevenzione. “Senza un cambiamento di cultura può esserci ogni regolamento possibile, ma non basta. Oggi grazie ad atleti e atlete, grazie al loro comportamento, quella cultura sta cambiando. Poi bisogna avere il coraggio di battersi. Noi come sport facciamo e proviamo a fare tanto, con tutti gli uffici di safeguarding”, le parole del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. Al centro del confronto la norma Uni 12000:2025 e il raccordo con i sistemi di safeguarding, adottati nello sport per prevenire e contrastare abusi, violenze e discriminazioni.
“La giornata di oggi è importantissima perché può dare un forte impulso alle politiche di accreditamento e poi di certificazione dei sistemi che possano essere di sbarramento a questo fenomeno del bullismo, che sta assumendo, a seguito delle innovazioni tecnologiche, fisionomie nuove rispetto al passato”, sottolinea Massimo De Felice, presidente di Accredia.
Pubblicata nel novembre 2025, la norma definisce i requisiti di un sistema di gestione contro bullismo e cyberbullismo nelle organizzazioni sportive e ricreative rivolte a minori e giovani adulti. “È una giornata molto importante: sono presenti 170 ragazzi delle scuole romane e una rappresentativa di una scuola siciliana. ASC è molto felice di riunire istituzioni, mondo dello sport e scuola allo stesso tavolo. Parliamo di bullismo, parliamo di prevenzione di questi comportamenti in tutti gli ambienti sociali”, sottolinea Maria Cecilia Morandini, presidente di Attività Sportive Confederate (Asc).
Moderato da Domenico Costantino, professore dell’Università di Bari, l’incontro ha affrontato il passaggio dalle regole alla prevenzione con i contributi di Stefano Sibilio, vicedirettore generale di Uni, ed Emanuele Montemarano, coordinatore del gruppo di lavoro sulla norma, insieme alla presidente di Asc Maria Cecilia Morandini e alla presidente nazionale della Fidae Virginia Kaladich.
“L’iniziativa di oggi è particolarmente importante perché unisce sport e bullismo. Sport che è veramente l’antidoto migliore al bullismo, che si combatte impegnando il tempo in attività positive e che coinvolgano i giovani nella maniera più profonda possibile”, aggiunge Cristina Costarelli, Associazione Nazionale Presidi Lazio.
La tavola rotonda ha riunito rappresentanti del Coni, delle federazioni e del mondo universitario per approfondire responsabilità e alleanze nella lotta al bullismo. Alle voci dei dirigenti si sono affiancate quelle di Vittorio Andrea Vaccaro e Valentina Rodini, prima dello spazio dedicato alle domande e alle riflessioni dei ragazzi.
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