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I 14 giovani italiani in corsa per il premio Future Leaders Under 30

Il 16 settembre si è tenuta la presentazione del nuovo numero de ilNewyorkese, una realtà nata con l’obbiettivo di unire la comunità italiana e costruire un’identità forte in una città meravigliosa ma, allo stesso tempo, complessa come New York. Durante la presentazione è stato dedicato uno spazio ai giovani under 30 che stanno muovendo i primi passi nella città, gettando le basi del proprio futuro: ragazzi che, nella città delle opportunità, costruiscono con passione percorsi che portano il nome dell’Italia anche lontano da casa.

Le figure italiane che hanno lasciato un segno nella storia sono innumerevoli, da Dante a Leonardo, da Michelangelo a Galileo, fino a Cristoforo Colombo, senza il quale gli Stati Uniti come li conosciamo non sarebbero mai nati. Sono solo alcuni dei nomi che hanno diffuso i valori dell’Italia nel mondo, contribuendo al ruolo che il paese ricopre ancora oggi in campo culturale, economico e civile. Ma dietro ogni nazione ci sono anche le speranze e i sogni dei più giovani, ed è per questo che ilNewyorkese ha deciso di dare loro voce, creando un premio dedicato: il Future Leaders Under 30, nato in collaborazione con United Italian Societies, una rete internazionale di studenti italiani, organizzazione non profit guidata da studenti, che connette e sostiene gli italiani all’estero.

Dopo l’apertura di un form per le candidature, una giuria composta da ilNewyorkese e da United Italian Societies ha selezionato i candidati chiamati a raccontarsi durante la serata: ogni ragazzo ha avuto a disposizione un minuto per presentarsi e spiegare perché merita di essere eletto Young Leader Under 30.

Dopo le presentazioni è partito un televoto aperto al pubblico. Vota chi, secondo te, merita di essere eletto Young Leader Under 30.

Vota qui: docs.google.com/forms/d/1p1Z44_0JtSBElq-l_9USG36XmnUbYy5Qut393Q1TyTY/edit

Tra i quattordici candidati, i percorsi raccontati coprono ambiti molto diversi. Luca Barattini, Fulbright Scholar a Columbia University e ideatore di un programma di borse di studio: dieci borse, per un totale di 40.000 dollari, pensate per finanziare la ricerca accademica negli Stati Uniti e favorire il reverse knowledge transfer verso l’Italia. Il progetto è realizzato in collaborazione con Harvard, MIT, Stanford e Cornell ed è sostenuto da Matteo Danieli (Bending Spoons), Riccardo Zacconi (Candy Crush) e ISSNAF. Alessio Buraggina, Senior Software Engineer a Google, dove il suo team guida la transizione alla crittografia post-quantistica di Google Cloud e di tutti i suoi clienti, migliorando la sicurezza digitale di aziende e utenti a livello globale. Antonio Ciardiello si è trasferito negli Stati Uniti per inseguire una carriera calcistica grazie a una borsa di studio. Una volta in America ha intrapreso una nuova carriera nel settore della moda, dove ha costruito un percorso professionale di successo: oggi è direttore vendite per Nord e Sud America da Sartorio, brand del gruppo Kiton.

Diversi candidati lavorano nel campo dell’intelligenza artificiale applicata al business. Mario De Matteis ha creato una startup che innova i processi di colloquio aziendale attraverso modelli di interview basati su recruiter vocali AI, allenando anche nuovi modelli di voce multilingua per competere con i migliori sistemi text-to-speech. Gabriele Muratori ha creato una startup che automatizza le campagne con i creator per i brand: il brand inserisce il prodotto, gli agenti AI gestiscono l’intera campagna. Edoardo Sassone studia Sustainability Management alla Columbia University e sta costruendo una startup per le infrastrutture della moda e delle crew di produzione; con un background in finanza e nella musica come DJ e autore, sviluppa anche campagne per brand generate con AI. Riccardo Castagno è co-founder di una startup, AI Shopping Assistant per acquisti online più semplici e personali. Dopo l’esperienza in una startup MedTech su processi di sterilizzazione, ha supportato la crescita di diverse startup in Italia.Nunzio Sabino, giovane professionista italiano della finanza e studente del Master in Finance al CUNY Baruch College, primo laureato della sua famiglia, è arrivato a New York senza una rete di conoscenze e ha costruito da zero il suo percorso tra Investment Banking e Private Equity, sviluppando strumenti di AI che hanno ridotto del 40% i tempi di alcuni processi di revisione manuale. Joseph Doraid è newyorkese di madre italiana e si è laureato in Statistica ed Economia ad Harvard. Dopo due anni come quant in Goldman Sachs, oggi guida il go-to-market di Polymathic Technologies, startup di AI per la scienza che applica l’intelligenza artificiale a settori critici come i data center, la difesa e lo spazio.

Altri candidati si muovono tra finanza, impatto sociale e comunità italiana a New York. Giuseppe Di Cera lavora come Quantum Project Delivery Lead/Technical Project Manager alla JPMorganChase. È Vice Chair della NIAF Young Professionals Network, membro del board della US Senate Youth Alumni Association e coordinatore del gruppo giovani per la messa in italiano alla Old St Patrick’s con Don Luigi. Laureato alla University of Chicago, dove ha fatto ricerca in health economics, ha fatto stage da Goldman Sachs e al Senato USA, e ha fondato una startup. Nicolò Nefri, MBA candidate alla SDA Bocconi di Milano, attualmente in exchange alla Columbia Business School di New York, è consulente in BCG e ha fondato una fondazione a impatto sociale nata nel 2026, il cui obiettivo è finanziare progetti nel settore dell’istruzione e sostenere studenti con minori opportunità. Greta Fraraccio collabora con Emberly come Operations Lead, occupandosi di strategia operativa, analisi dei dati e sviluppo di sistemi di automazione e AI per supportare la crescita dei business con cui lavora. Carlos Tacchetto ha co-fondato un’organizzazione con la missione di connettere talenti internazionali ambiziosi con l’ecosistema imprenditoriale di New York. Carola Dulio ha preso un aereo per New York senza sapere cosa avrebbe trovato, mentre il cibo era una delle sue paure più grandi. Oggi studia finanza, ha vissuto in tre Paesi e passa da un foglio Excel alla cucina di dieci portate per quaranta sconosciuti nelle sue serate italiane, il business che ha creato da zero. Una sola costante: la curiosità di scoprire cosa succede quando smetti di chiederti se sei pronta e inizi comunque.

Il 10 ottobre, alla Carnegie Hall, in occasione della cerimonia dell’Italian Reputation Award, verrà proclamato il vincitore del Future Leaders Under 30: un riconoscimento pensato per un giovane italiano che sta lasciando un segno negli Stati Uniti, facendo da ponte tra le due nazioni e portando avanti, con la propria storia, l’eredità di chi è venuto prima di lui.

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