PALERMO (ITALPRESS) – Aumenta il monitoraggio e la prevenzione di fronte al moltiplicarsi delle minacce digitali: l’Acn-Agenzia per la Cybersicurezza nazionale nei primi mesi di quest’anno ha inviato 43.675 comunicazioni preventive a soggetti pubblici e privati. Un monitoraggio proattivo svolto attraverso lo Csirt (Computer Security Incident Response Team) Italia che ha segnalato vulnerabilità, configurazioni insicure, segnali di compromissione e ogni altra condizione suscettibile di consentire azioni ostili, comprese quelle già in atto ma non evolute in veri e propri incidenti con impatto operativo.
Il totale degli alert preventivi gennaio-giugno 2026, circa 250 ogni giorno, è quasi il doppio dell’anno scorso (+20.532): l’incremento delle vulnerabilità ha determinato una costante e crescente moltiplicazione operativa del monitoraggio di Acn. “Intendiamo proseguire e rafforzare il nostro supporto alle pubbliche amministrazioni e alle aziende nell’attuazione degli obblighi previsti dalla normativa cyber – sottolinea il Direttore Generale Andrea Quacivi – con un modello di regolamentazione partecipativo e di adeguamento cooperativo. Con questa visione condivisa dobbiamo e possiamo garantire la protezione digitale del Sistema Paese”.
Con gli obblighi di notifica in vigore grazie alla direttiva Nis2 (UE 2022/2555) è stata potenziata la capacità dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale di osservare, rilevare e gestire gli eventi cyber. Lo Csirt Italia nel primo semestre 2026 ha gestito 2.171 eventi cyber (+ 47%) ma secondo gli esperti dell’Acn l’incremento è dovuto soprattutto all’ampliamento del perimetro di osservazione normativo e non da un’escalation della minaccia.
L’Agenzia, in particolare, richiama l’attenzione anche su altre minacce come i falsi colloqui di lavoro su LinkedIn per penetrare nelle aziende attraverso gli sviluppatori software. La componente umana, infatti, rimane il tallone d’Achille della sicurezza: quasi due terzi delle compromissioni derivano da errori degli utenti tra campagne di phishing e cattiva gestione delle credenziali. L’Acn ha così acceso i riflettori su un’insidiosa campagna di attacco mirata a sfruttare falsi processi di selezione del personale per indurre le vittime a installare malware sui propri computer senza rendersi conto.
L’attacco inizia in modo in apparenza innocuo, insospettabile: il potenziale candidato viene contattato su LinkedIn da un sedicente recruiter con la proposta di un’opportunità professionale e l’invito a sostenere una prova tecnica. Per rendere credibile il contatto vengono utilizzati strumenti comuni nei processi di selezione come piattaforme per fissare appuntamenti e organizzare colloqui online.
Il passo successivo è l’invio di un link con cui viene chiesto semplicemente di aprire un progetto e analizzarlo. All’interno del progetto, tuttavia, sono nascosti file che sfruttano funzionalità legittime del software di sviluppo per avviare, in automatico, un codice malevolo. Gli hacker riescono così a prendere il controllo del computer della vittima non solo con l’obiettivo di comprometterlo ma arrivare a credenziali di accesso, piattaforme cloud e altri sistemi aziendali sensibili. Un semplice colloquio di lavoro può così diventare punto di ingresso verso infrastrutture complesse da mettere sotto attacco.
Gli esperti dell’ACN invitano a prestare la massima attenzione alle offerte di lavoro ricevute online soprattutto quando prevedono il download e l’esecuzione di link provenienti da soggetti sconosciuti. Va verificata sempre l’identità del recruiter; analizzato in via preventiva il contenuto dei file ricevuti; utilizzati ambienti isolati per eseguire software non riconosciuti.
– foto ufficio stampa Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale –
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