TRIESTE (ITALPRESS) – “Le competenze richieste cambiano rapidamente e con esse cambia la società. Per questo dobbiamo chiederci quale modello di sviluppo vogliamo costruire. La risposta passa da un patto forte tra Università, istituzioni e sistema produttivo”. Lo ha affermato l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia del Friuli-Venezia Giulia, Alessia Rosolen, intervenendo oggi all‘Università di Udine alla presentazione del Piano strategico dell’Ateneo.
Rosolen ha partecipato alla tavola rotonda “Sistema universitario e territorio: contesto e sfide” insieme a Mario Minoja, presidente del Nucleo di valutazione dell’Università di Udine, ed Elizabeth Moretti, presidente del Consiglio degli studenti. La mattinata si è aperta con una lectio magistralis della sociologa Isabella Pierantoni sui “mega trend” generazionali, mentre il piano strategico è stato illustrato dal Rettore Angelo Montanari. “L’investimento sul capitale umano è una scelta strategica della Regione. Negli ultimi tre anni abbiamo destinato al sistema universitario 85 milioni di euro: 46 milioni in parte corrente e 39 milioni in conto capitale. A questi si aggiungono 13 milioni del Fondo sociale europeo per sostenere la domanda di formazione, i dottorati e gli assegni di ricerca, oltre a 27 milioni destinati al mondo della ricerca. Garantiamo inoltre ogni anno 38 milioni di euro per le borse di studio, assicurando la copertura del 100 per cento degli aventi diritto”.
“Abbiamo anche investito 50 milioni di euro per potenziare l’ospitalità degli studenti e la programmazione degli interventi. Parallelamente abbiamo riorganizzato i servizi, istituendo l’Ardis unico, per favorire la collaborazione tra gli Atenei e non la competizione”. L’assessore ha quindi richiamato le cause che spingono molti giovani a lasciare il Friuli Venezia Giulia. “Il problema non è soltanto formare bene i nostri ragazzi, ma offrire loro prospettive dopo la laurea. La mancanza di percorsi di formazione nel mondo del lavoro è uno dei principali motivi che li spinge a partire. A questo si aggiungono il mancato riconoscimento del merito, servizi spesso non adeguati alle esigenze di chi entra nel mercato del lavoro e livelli salariali poco competitivi”. Infine, Rosolen ha indicato le priorità per il futuro del sistema universitario regionale. “I grandi progetti avviati con il Pnrr dovranno continuare a vivere. Serviranno risorse per laboratori, strumenti e spazi dedicati agli studenti in tutto il Friuli Venezia Giulia. Ma la vera sfida sarà un’altra. Ogni anno il nostro sistema scolastico perde circa duemila studenti. L’attrattività delle Università non potrà basarsi sulla competizione territoriale, ma sulla capacità di internazionalizzare, innovare e attrarre nuovi talenti. È questa la strada per rafforzare il legame tra formazione, ricerca e sviluppo del territorio”.
– foto ufficio stampa Regione Friuli-Venezia Giulia –
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