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Crea, ricerca e innovazione per affrontare le sfide del futuro nel settore della pesca

OMA (ITALPRESS) – Ricerca, innovazione e trasferimento delle conoscenze rappresentano leve strategiche per accompagnare il settore della pesca nella transizione verso modelli sempre più sostenibili, resilienti e competitivi. È questo il messaggio ribadito dal Presidente del CREA, Andrea Rocchi, intervenuto oggi all’evento “Il mare che innova: la pesca tra crisi e sfide future”, promosso in occasione del 65° anniversario di Federpesca.

“Il comparto della pesca è chiamato oggi ad affrontare sfide decisive, che vanno dagli effetti del cambiamento climatico alla tutela della biodiversità marina, fino alla necessità di coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale. In questo scenario, la ricerca e l’innovazione rappresentano strumenti indispensabili per supportare le imprese e accompagnare il settore verso nuovi modelli di sviluppo, e in tal senso desidero sottolineare l’impegno del Ministro Lollobrigida e del Sottosegretario La Pietra che ringrazio”, ha dichiarato il Presidente del CREA, Andrea Rocchi.

“Il CREA mette a disposizione competenze, tecnologie e conoscenze per favorire una gestione sempre più efficace delle risorse, rafforzare la competitività della filiera e contribuire alla definizione di politiche fondate su solide basi scientifiche, anche grazie alla preziosa collaborazione di partner come la Direttrice generale Federpesca Francesca Biondo e la Direttrice generale Masaf Graziella Romito – aggiunge -. Il futuro della pesca e dell’acquacoltura dipende dalla capacità di mettere a sistema ricerca, innovazione, imprese e istituzioni. Il CREA sta rafforzando il proprio ruolo di hub nazionale “terra-mare”, integrando competenze scientifiche, tecnologiche, economiche e nutrizionali per supportare il MASAF nella raccolta e nell’analisi dei dati e nella diffusione di soluzioni innovative per il settore. Dall’acquacoltura di precisione all’intelligenza artificiale, dagli strumenti per il monitoraggio degli ecosistemi alle tecnologie per una pesca più selettiva e sostenibile, la ricerca offre risposte concrete alle sfide del cambiamento climatico, della tutela della biodiversità e della competitività delle filiere”.

“Esperienze come il Piano straordinario sul granchio blu o i progetti per il ripristino della vongola lupino (Chamelea gallina) dimostrano come, attraverso la collaborazione tra ricerca, istituzioni e imprese, sia possibile trasformare le criticità in opportunità di sviluppo. Il CREA continuerà a mettere a disposizione dati, competenze e innovazione per rafforzare una filiera ittica sempre più sostenibile, resiliente e competitiva, contribuendo alla sicurezza alimentare e alla valorizzazione del Made in Italy”, prosegue.

Nel corso dell’incontro è emersa la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, mondo della ricerca e sistema produttivo per affrontare con un approccio condiviso le trasformazioni che interessano il comparto ittico. Innovazione tecnologica, sostenibilità, valorizzazione delle produzioni e trasferimento dei risultati della ricerca sono stati individuati come elementi chiave per garantire la competitività della pesca italiana e la tutela delle risorse marine. “La partecipazione del CREA all’iniziativa conferma il ruolo dell’Ente quale punto di riferimento della ricerca pubblica a supporto delle filiere agroalimentari, forestali, della pesca e dell’acquacoltura, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione e sostenere lo sviluppo sostenibile del sistema produttivo nazionale”, si legge in una nota.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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