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Il 23% degli studenti minorenni nel 2025 ha assunto almeno una droga

ROMA (ITALPRESS) – Cannabis e cocaina restano le sostanze illegali più diffuse in Italia, mentre il Governo rafforza gli strumenti di prevenzione, assistenza e presa in carico con il nuovo numero verde nazionale sulle dipendenze gratuito e anonimo, dedicato a informazioni e orientamento sui servizi per droghe, alcol, tabacco, gioco d’azzardo e dipendenze digitali. Parallelamente si rafforzano la rete dei servizi territoriali e le attività di prevenzione: nel 2025 sono stati realizzati 407 progetti rivolti alla popolazione generale e 380 iniziative nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, in aumento rispettivamente dell’11% e del 16% rispetto all’anno precedente.

È questo il quadro che emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026, presentata oggi a Roma dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dal presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga. “Questi numeri descrivono una vera e propria pandemia che ha una caratteristica particolare: non viene percepita come tale. È come se ai tempi del Covid ci fossimo disinteressati delle caratteristiche del virus e della sua diffusione”, ha detto Mantovano. “Nella fascia tra i 15 e i 19 anni il 26% degli intervistati riferisce di aver consumato almeno una sostanza psicoattiva illegale nell’ultimo anno: significa che un adolescente su quattro ha avuto contatti con queste sostanze”.

Nel 2025 quasi 350 mila studenti under 18, pari al 23% della popolazione scolastica minorenne, hanno riferito di aver consumato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno, in aumento rispetto al 20% registrato nel 2024. Nella fascia tra i 15 e i 19 anni oltre un ragazzo su quattro, il 26%, dichiara di aver fatto uso di almeno una sostanza psicoattiva illegale negli ultimi dodici mesi. La cannabis rimane la sostanza più utilizzata tra i giovani, pur mostrando un lieve calo dei consumi, mentre tornano a crescere cocaina, stimolanti, allucinogeni, oppioidi sintetici e ketamina.

“La sostanza che deve destare il maggiore allarme è la cocaina”, ha proseguito il sottosegretario -. Nel 2025 soltanto nei porti di Gioia Tauro e Livorno sono state sequestrate circa cinque tonnellate di cocaina. Fra tutte le sostanze è quella che determina la maggior parte dei decessi e dei ricoveri e rappresenta oggi una delle principali emergenze sanitarie e sociali del Paese”. La cocaina si conferma infatti la sostanza con il maggiore impatto sanitario e sociale: nel 2025 è stata responsabile del 33% dei decessi droga-correlati accertati dalle forze dell’ordine e del 32% dei ricoveri ospedalieri legati all’uso di stupefacenti. Nei Servizi per le dipendenze il 28% degli utenti risulta in trattamento per uso primario di cocaina o crack.

Cresce inoltre la diffusione di nuove sostanze psicoattive e di prodotti della cannabis ad alta concentrazione di Thc, come estratti, oli e liquidi per sigarette elettroniche. Nel 2025 il sistema nazionale di allerta rapida ha individuato 92 nuove sostanze psicoattive circolanti sul territorio nazionale, soprattutto cannabinoidi sintetici, catinoni e nuovi oppioidi. Accanto alle dipendenze da sostanze, il rapporto richiama l’attenzione sull’aumento delle dipendenze comportamentali. Oltre 26 mila minorenni hanno riferito situazioni di isolamento sociale protratto per più di sei mesi riconducibili al fenomeno degli hikikomori, mentre circa 111 mila studenti risultano a rischio di internet gaming disorder e oltre 87 mila presentano comportamenti di gioco d’azzardo problematici o a rischio.

“Di fronte a questi numeri non dobbiamo fermarci al dato statistico. Dietro ciascun caso c’è una persona, una famiglia, una storia e spesso un dramma quotidiano che coinvolge genitori e comunità intere. Il fenomeno riguarda sempre più spesso ragazzi molto giovani e contesti apparentemente normali: questo significa che nessuna famiglia può considerarsi estranea. Spesso il problema non inizia con la cocaina o con il crack, ma con comportamenti percepiti come minori e con sostanze considerate erroneamente innocue”, ha aggiunto Mantovano. “Quando emergono i segnali la strategia non può essere negare il problema, ma intervenire tempestivamente, dialogare e chiedere aiuto. La differenza la fanno i genitori, gli insegnanti e la capacità di cogliere i cambiamenti nei comportamenti dei ragazzi”. E’ stato previsto un rafforzamento delle risorse destinate al settore delle dipendenze, passate da circa 90 a 162 milioni di euro negli ultimi anni. “La guerra alle dipendenze non può essere combattuta in solitudine utilizzando un solo strumento – sottolinea Mantovano -. Richiede una straordinaria capacità di fare squadra e il concorso attivo di Governo, Regioni, Comuni, servizi territoriali, terzo settore, volontariato e famiglie”.

“Spesso il rischio non viene percepito e non ci si rende conto della portata del fenomeno. Servono strumenti capaci di dare una percezione forte e immediata del problema e di raggiungere i ragazzi nei luoghi e nei contesti in cui vivono quotidianamente. Le dipendenze, comprese quelle legate ai social network e alle tecnologie digitali, stanno cambiando rapidamente e richiedono risposte altrettanto rapide. Per questo è fondamentale rafforzare il lavoro di rete tra istituzioni, scuole, servizi sanitari e famiglie”, ha detto Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni.

Alla presentazione della Relazione hanno partecipato anche il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, a testimonianza del coinvolgimento delle istituzioni territoriali per la prevenzione e sensibilizzazione. In collegamento sono intervenuti inoltre il sindaco di Catania, Enrico Trantino, e l’assessore del Comune di Jesolo, Debora Gonella. Presente alla conferenza la conduttrice Rai Andrea Delogu, mentre Mediaset ha partecipato con un videomessaggio del conduttore Gerry Scotti, nell’ambito delle iniziative di comunicazione promosse per aumentare la consapevolezza sui rischi legati alle dipendenze da alcol e sostanze.

Tra gli elementi positivi evidenziati dalla Relazione figurano l’aumento delle iniziative di prevenzione e la crescita della consapevolezza tra gli studenti: il 41% dei giovani coinvolti in programmi preventivi ha dichiarato di aver scelto di non utilizzare cannabis pur avendone avuto l’occasione.

“Possiamo promuovere tutti i programmi possibili, ma senza l’alleanza educativa tra genitori e insegnanti e senza il dialogo quotidiano con i ragazzi sarà difficile vincere questa sfida”, ha concluso Mantovano, ricordando che il nuovo numero verde (800 940 789) è già attivo per fornire informazioni, orientamento e accesso ai servizi territoriali dedicati alle dipendenze.

MELONI “CONTINUIAMO A LAVORARE PER SOCIETÀ LIBERA DA DIPENDENZE”

“Cambiano i consumi, le dipendenze, emergono nuove fragilità e problemi sconosciuti in passato, non solo tra i più giovani. È una realtà molto complessa che richiede un approccio a 360 gradi e il coraggio di risposte lungimiranti, risposte che abbiamo tentato di dare in questi anni partendo dalle priorità”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio alla presentazione della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze. “La questione delle risorse, ad esempio: con questo Governo il sistema nazionale contro le dipendenze può contare sulla dotazione economica più robusta di sempre, oltre 160 milioni di euro nel 2025 – aggiunge Meloni -. Risorse fondamentali per sbloccare le discussioni nei servizi, sostenere il lavoro delle comunità di recupero, investire nei programmi di prevenzione e garantire la libertà di cura su tutto il territorio. Ma in questi anni non ci siamo limitati a stanziare più risorse, pur fondamentali. Abbiamo costruito un nuovo metodo di lavoro, fondato sul confronto e sulla condivisione delle responsabilità. Lo abbiamo fatto con tutti coloro che sono impegnati ogni giorno in questo mondo: famiglie, scuole, servizi pubblici, comunità, università, forze di polizia, magistrati e media”.

“Un lavoro di squadra che ci ha permesso di sciogliere nodi irrisolti da anni e costruire risposte efficaci. Ovviamente il lavoro non è finito, a partire dal Piano nazionale sulle dipendenze che stiamo definendo e che individuerà gli obiettivi dei prossimi anni – conclude il premier -. Continueremo a lavorare senza sosta per costruire una società libera dalle dipendenze, perché sfide come queste misurano il nostro impegno e definiscono ciò che siamo e ciò che intendiamo essere per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi”.

– Foto xc7/Italpress –
(ITALPRESS).

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