MILANO (ITALPRESS) – Nella ricerca di vie alternative per la decarbonizzazione del comparto automotive, il gruppo Bmw sta puntando molto sulla tecnologia a idrogeno. Lo scopo è studiare come fornire ai clienti diverse possibilità di auto elettriche tra cui scegliere, tenendo insieme esigenze e stili di vita differenti. Di questa strada e dei passaggi ancora necessari per rendere questa tecnologia davvero competitiva, si è discusso questa mattina presso la House of Bmw Italia a San Donato Milanese alle porte di Milano. La panel discussion, dal titolo “Powering Italy’s Green Future: the role of Hydrogen and Fuel Cell technology in future mobility”, ha visto la partecipazione tra gli altri di Jurgen Guldner, Generale Project manager Hydrogen Technology Bmw Group; Marisa Retter, Product Management Bmw iX5 Hydrogen; Stefano Erba, direttore strategia e sviluppo FNM S.p.A. “La nostra strategia è di avere veicoli a idrogeno come complemento al nostro portafoglio di veicoli elettrici a batteria, che ha molto successo sul mercato in questo momento. Abbiamo iniziato con la nostra flotta pilota nel 2023. Quella era la nostra seconda generazione di tecnologia a celle a combustibile e ora stiamo andando verso un modello di produzione – ha dichiarato Guldner -. Nel 2028, avremo la terza generazione di tecnologia a idrogeno disponibile nella nostra iX5. Sarà il primo modello di produzione Bmw ad avere cinque propulsori: benzina, diesel, ibrido plug-in, elettrico a batteria e, nel 2028, anche elettrico a celle a combustibile come quinta scelta di propulsore”.
Proprio la configurazione offerta dalla iX5 rende questo veicolo, per citare le parole dei relatori, “rivoluzionario”.
Come ricordato da Retter, “le auto a idrogeno sono anch’esse auto elettriche con solo un’altra forma di elettrificazione che immagazzina l’idrogeno sotto forma di idrogeno gassoso e non sotto forma di elettricità come nelle batterie. E questo fa davvero la differenza per i clienti. Il vantaggio più ovvio è il rifornimento in 5 minuti con un’autonomia elevata fino a 750 chilometri”. Tale autonomia è resa possibile da 7 serbatoi di idrogeno a 700 bar posti sotto nel pavimento del veicolo, ciascuno in grado di contenere fino a 7 kg di idrogeno. Da ricordare inoltre che i sistemi di celle a combustibile, che saranno prodotti a partire dal 2028 negli stabilimenti BMW a Steyr in Austria, sono stati ottimizzati riducendo lo spazio da essi occupato del 25%.
“Con la iX5 porteremo l’idrogeno a far parte di un’ampia gamma di tutti i propulsori possibili, con componenti altamente integrabili .- ha spiegato – Ad esempio, il nostro sistema di celle a combustibile di terza generazione si adatta esattamente alla parte anteriore della nostra auto e la nostra nuova tecnologia dei serbatoi, il Bmw hydrogen flat storage, si adatta esattamente alle dimensioni delle batterie di sesta generazione. Abbiamo reso tutto come un pezzo di puzzle che si adatta a ciascuno dei diversi propulsori: possiamo quindi assemblarlo sulle stesse linee di produzione”.
Nonostante i dati tecnici incoraggianti, ci sono ancora diversi step da completare. Secondo Guldner, “i clienti hanno anche bisogno di un’infrastruttura funzionante. Vediamo molti sviluppi in paesi come Corea del Sud e Giappone, ma anche in Europa (Germania, Paesi Bassi, Belgio) per costruire stazioni di rifornimento di idrogeno come parte dell’iniziativa del regolamento europeo sulle infrastrutture per i combustibili alternativi, dove le stazioni di rifornimento di idrogeno saranno una rete di base in tutta Europa entro i prossimi anni”. L’ultimo aspetto è ovviamente il prezzo dell’idrogeno – ha sottolineato – Vediamo sviluppi molto incoraggianti con il prezzo che scende in diversi paesi a volte anche sotto i 10 al chilogrammo, il che si traduce in circa 10 per 100 chilometri di autonomia. Questo è il prezzo dell’idrogeno di cui abbiamo bisogno affinchè i clienti si sentano davvero a proprio agio con i veicoli a idrogeno”.
Guldner mantiene comunque l’ottimismo sul fatto che le persone possano apprezzare la tecnologia a idrogeno. “Per molti clienti i veicoli a idrogeno sono la soluzione per una mobilità a zero emissioni. Naturalmente ci sono anche clienti contenti dei veicoli elettrici a batteria, ma per noi l’idrogeno è un complemento per coloro che hanno difficoltà con i veicoli elettrici a batteria nella loro vita quotidiana: persone che vivono in città dove la ricarica domestica è difficile oppure in cui l’infrastruttura di ricarica si sta sviluppando, ma lentamente. Naturalmente, le flotte aziendali come i taxi o il car-sharing sono applicazioni in cui i vantaggi di un veicolo a idrogeno – che sono il rifornimento rapido in meno di cinque minuti combinato con la guida elettrica, la grande accelerazione e la marcia silenziosa – entrano davvero in gioco a beneficio del cliente”. La disponibilità di un’infrastruttura che garantisca il rifornimento ai veicoli a idrogeno resta una priorità strategica, con orizzonti molto più vasti di quelli nazionali. La Lombardia, ad esempio, è al centro di una serie di interventi infrastrutturali destinati ad interconnettere l’Italia con altre reti in Europa. “Le nostre stazioni consentono di colmare un anello mancante a sud delle Alpi, rendendo possibili itinerari con veicoli a idrogeno che passano a sud delle Alpi da est verso ovest, quindi ad esempio dalla Slovenia o dall’Austria verso Spagna e Francia – ha spiegato Erba – Oppure aprire i mercati del Nord Europa partendo dall’Italia, ad esempio cercando di collegare il porto di Genova con la Svizzera e la Germania che sono mercati naturali. Questo consentirebbe uno sviluppo anche dei sistemi economici che queste infrastrutture vanno ad attraversare”.
“Dal punto di vista normativo, è importante oggi è avere una stabilità di quadro, avere potenziali contributi per ridurre in una fase iniziale il costo di acquisto dei veicoli d’idrogeno e dell’idrogeno stesso per rendere poi possibile un incremento di volumi dei veicoli che porta naturalmente ad una riduzione di costo degli stessi”, ha sottolineato.
Nel quadrante lombardo, FNM è attiva in particolare sulle tangenziali di Milano e sull’autostrada A7 in direzione Genova. Nel dettaglio, FNM ha avviato un progetto da 55 milioni di euro per la realizzazione di cinque impianti di rifornimento: due a Carugate sulla tangenziale est, uno a Rho sulla tangenziale ovest e due a Tortona sulla A7. Gli impianti di Rho e Tortona in direzione Milano sono già stati aperti, mentre i restanti lo saranno per l’inizio del mese di luglio. Ognuna di queste stazioni è in grado di rifornire fino a una tonnellata di idrogeno al giorno, ovvero in media fino a 40-50 veicoli pesanti oppure un numero molto maggiore di veicoli leggeri.
– Foto xh7/Italpress –
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