A cinquant’anni dalla pubblicazione di La Storia, il romanzo più discusso e letto di Elsa Morante, il dibattito sulla sua eredità letteraria si riapre fuori dall’Italia. Martedì 31 marzo 2026, alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, è in programma un incontro dedicato proprio alla riscoperta dell’autrice e al ruolo delle traduzioni nella circolazione contemporanea della letteratura italiana, con un focus specifico sulle scrittrici.
L’evento, in lingua inglese e strutturato come panel accademico, riunisce studiosi e traduttori che lavorano tra Stati Uniti e Italia: Franco Baldasso (Bard College), Stefania Porcelli (Hunter College), Ann Goldstein e Jenny McPhee. Il confronto prende spunto da un nuovo numero della rivista accademica Annali d’Italianistica interamente dedicato a Morante, sul solco dell’interesse editoriale per le nuove traduzioni in inglese delle sue opere pubblicate negli ultimi anni e che hanno contribuito a renderla accessibile a un pubblico più vasto.
La figura di Morante viene oggi riletta anche alla luce della sua influenza su autrici contemporanee, tra cui Elena Ferrante, che ha più volte indicato la scrittrice romana come riferimento centrale, fino a costruire il proprio pseudonimo in omaggio al suo immaginario. In Italia, La Storia resta uno dei romanzi più venduti del secondo Novecento – pubblicato nel 1974 da Einaudi, con una tiratura iniziale di circa 600 mila copie – e continua a essere oggetto di studio nelle scuole e nelle università. Negli Stati Uniti, invece, la sua diffusione è stata a lungo limitata da traduzioni parziali o fuori catalogo: il rinnovato interesse editoriale e accademico segnala un cambio di fase, in cui la letteratura italiana del Novecento, e in particolare quella scritta da donne, viene riletta come parte di un canone più ampio e internazionale.
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