ROMA (ITALPRESS) – L’Ecce Homo di Antonello da Messina, acquistato dallo Stato italiano, è stato svelato a Palazzo della Minerva, sede della Biblioteca del Senato, nella Sala Capitolare, nella quale sarà fruibile gratuitamente da domani 27 marzo e fino al 7 aprile. “Siamo una rete di istituzioni che a vario grado si occupano di restituire al patrimonio e alla disponibilità dei cittadini italiani un’opera di così grande valore”, ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, dopo aver ringraziato ITA Airways. Il ministro ha poi descritto il momento in cui da Sotheby’s è stato mostrato il quadro, ricordando come si sia creato “un clima silenzioso di rispetto per qualcosa che ha una sua unicità. Un rispetto profondamente sentito di fronte a un’opera che sintetizza il nostro programma come ministero della Cultura”.
“È un quadro vissuto – ha spiegato – che porta dentro di sé la potenza della devozione di chi nel corso delle generazioni l’ha posseduto e addirittura consumato, attraverso la propria devozione e il moto interiore dell’anima. Abbiamo deciso di dare una residenza a quest’opera di Antonello da Messina a L’Aquila”, però allo stesso tempo ha chiarito l’intenzione “di non dargli un domicilio fisso per farlo viaggiare per un pò di ricongiungimenti familiari con altri quadri simili. Vogliamo che questo quadro rappresenti il nostro modo di abitare la cultura come missione civile, ovvero far vedere che per un quadro di così grande valore non esiste una residenza fissa”, ha concluso Giuli.
Insieme al ministro della Cultura Alessandro Giuli al Senato per la cerimonia inaugura dell’esposizione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, nella Sala Capitolare di Palazzo della Minerva, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito l’occasione “veramente importante. Tra l’altro è il primo della serie di Ecce Homo, che poi sono stati sparpagliati. La volontà di ricongiungerli, almeno temporaneamente, che il ministro ha in mente, è sensazionale. Ritornare a guardare con un occhio importante l’opera di Antonello da Messina, non solo rende più fruibile la singola opera, ma ne moltiplica l’importanza, l’attenzione e la fruibilità. Quindi diventa una operazione non solo culturale, ma anche sociale, forse socioeconomica, perché non è vero che la cultura non produce ricchezza. La cultura, se è spesa bene, produce innanzitutto ricchezza dello spirito, ma anche ricchezza materiale come effetto come effetto collaterale”.
– foto xl5/Italpress –
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