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Bernini rassicura le opposizioni “Dialogo su riforma reclutamento, rafforzare Atenei è obiettivo comune”

ROMA (ITALPRESS) – “Il dialogo è sempre utile quando serve a rafforzare qualità, trasparenza ed efficacia del sistema universitario. Per questo accolgo con favore l’invito delle opposizioni ad aprire un confronto sulla riforma del reclutamento. Organizzeremo a breve un incontro strutturato: il sistema universitario italiano è un patrimonio comune e ogni intervento va costruito con attenzione e responsabilità”. Lo afferma in una nota il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, sulla riforma del reclutamento universitario. “La riforma dell’Abilitazione scientifica nazionale si inserisce in un più ampio percorso di rafforzamento del sistema. Negli ultimi anni abbiamo aumentato in modo significativo i fondi destinati al diritto allo studio con l’aumento del numero delle borse di studio e della platea di beneficiari, agli atenei ù come certificato anche dalla Conferenza dei Rettori nel parere sull’ultimo Fondo di finanziamento ordinario, che ha raggiunto la cifra record di 9,4 miliardi ù e potenziato le risorse per la ricerca con il Piano triennale, che introduce il ‘calendario dei bandi’ per garantire stabilità e certezza nelle procedure, e il Piano di valorizzazione dei ricercatori – aggiunge -. A questi interventi si affianca una crescita concreta del personale docente, aumentato del 20,9% tra il 2018 e il 2025, con un rafforzamento strutturale del ruolo dei professori ordinari e associati. L’obiettivo del Ministero è chiaro: rendere il reclutamento più efficace, valorizzare il merito e offrire maggiori opportunità ai giovani ricercatori”.

OPPOSIZIONI UNITE “BERNINI RIAPRA CONFRONTO SU CONTRORIFORMA CONCORSI”

“La volontà della maggioranza di governo di procedere a una radicale contro-riforma delle procedure di reclutamento universitario senza alcun vero confronto con le obiezioni sollevate non solo dalle forze di opposizione, ma da una vastissima platea di esperti, associazioni e società scientifiche, è sbagliata e irresponsabile. Non si può terremotare il sistema universitario pubblico, già fiaccato dal drastico taglio di risorse in termini reali rispetto all’inflazione e al Pil, con un intervento che abolisce del tutto l’abilitazione scientifica nazionale, consegna un potere senza limiti ai concorsi locali e crea un fase di passaggio caotica e priva di certezze, particolarmente penalizzante per i giovani ricercatori precari”. Così in una nota congiunta Alfredo D’Attorre (PD), Antonio Caso (M5S), Elisabetta Piccolotti (AVS) e Davide Faraone (IV).

“Non chiediamo di introdurre ora il concorso nazionale, che è la proposta di prospettiva sulla quale convergono le forze di opposizione, ma almeno di non eliminare qualsiasi forma nazionale di verifica sulla qualità dei lavori dei lavori scientifici dei candidati, scivolando verso una totale localizzazione dei concorsi universitari, con effetti molto gravi per la trasparenza ed efficacia delle procedure di reclutamento – proseguono -. Per questo, nel momento in cui l’esame di un provvedimento così carico di problemi e controindicazioni riparte in Commissione alla Camera, rivolgiamo un estremo appello alla ministra Bernini e alle forze di maggioranza a riaprire un confronto vero, dopo che questa possibilità è stata negata al Senato. Il sistema universitario italiano merita un’attenzione nuova in termini di investimenti strategici e risorse, non una controriforma imposta di fretta e furia a fine legislatura e destinata, in assenza di qualsiasi condivisione, a durare pochissimo”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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