Negli ultimi anni parte della ricerca musicale accademica si è concentrata sul rapporto tra opera, tecnologie e nuovi linguaggi compositivi. Con questo intento nasce anche l’International Symposium Artistic Research, Higher Education and Technological Innovation in Opera, un convegno accademico internazionale dove docenti, ricercatori, compositori e professionisti cercano di capire, attraverso lo studio e la concertstica, come sta cambiando l’opera. All’interno del progetto “Music Theater and New Technologies”, giovedì 26 marzo 2026 alle 20:00, alla Casa Zerilli-Marimò è dunque in programma il concerto La guitare à l’opéra: histoires sans paroles, dedicato all’uso della chitarra nel contesto operistico contemporaneo.
Il concerto, presentato da Alessandro Borin, propone musiche di sette compositori italiani – Gianluca Baldi, Gilberto Cappelli, Marco Nodari, Luigi Sammarchi, Roberto Scarcella Perino, Roberto Tagliamacco e Luca Tessadrelli – attivi in ambito accademico e nella musica contemporanea. Il programma si concentra su brani senza voce, costruiti come forme narrative esclusivamente strumentali. In questo caso la chitarra non è accompagnamento ma elemento centrale, con un utilizzo che può includere tecniche estese e, in alcuni casi, l’interazione con dispositivi elettronici.
A eseguire i brani saranno i chitarristi Alessandra Lucchi e Alberto Mesirca, entrambi impegnati nella diffusione del repertorio contemporaneo oltre che classico. In Italia questo tipo di produzione trova spazio soprattutto nei conservatori, nei centri di ricerca e in festival specializzati come la Biennale di Venezia o Milano Musica, dove la sperimentazione sul teatro musicale – anche senza voce – è una linea di sviluppo consistente. Per partecipare al concerto è necessaria la prenotazione.
L’articolo Ascoltare la chitarra per capire l’opera contemporanea: una ricerca alla NYU proviene da IlNewyorkese.
