Tumore al seno metastatico, al via la campagna “Una voce per tutte”

MILANO (ITALPRESS) – Oltre 45.000 donne in Italia convivono con un tumore al seno metastatico, ma solo un italiano su 10 si ritiene informato sulla malattia e su ciò che comporta, anche a livello sociale. ‘Una voce per tuttè è la campagna pubblicitaria con cui ‘Europa Donna Italià vuole farsi messaggera delle richieste specifiche di cura e tutela dei diritti delle donne con tumore al seno metastatico e di chi le affianca quotidianamente. Al via da domani, la presentazione si è tenuta oggi alla Fondazione Catella di Milano e accompagna verso la seconda edizione della giornata nazionale dedicata a questo stadio tumorale, che cade il 13 ottobre. La campagna pubblicitaria è anche l’occasione per lanciare un nuovo “Manifesto”, cinque punti con le richieste alle istituzioni di chi convive con un tumore al seno metastatico.
Un percorso specifico per ogni donna e ridurre al minimo le attese; avere un database accessibile che riporti tutti gli studi clinici presenti in Italia, validato dal Ministero della Salute oltre che canali di informazione specifici e la partecipazione attiva dei medici; avere un accesso agevolato ai farmaci innovativi, non ancora disponibili in Italia, e quindi la richiesta ad Aifa di accelerare il processo di approvazione dei nuovi farmaci; ottenere il supporto di uno psico-oncologo all’interno delle Breast Unit; infine, accelerare l’iter di accertamento dell’invalidità civile per le persone affette da patologie oncologiche. Nonostante il numero di donne che ci convivono, spiegano da Europa Donna Italia, di tumore al seno metastatico si sa ancora molto poco, com’è emerso da una ricerca realizzata da Iqvia per l’associazione. Dati alla mano, infatti, solo l’11% della popolazione si ritiene ben informato. Un dato sconcertante, che ha fatto riflettere l’associazione, spingendola a ideare una vera e propria campagna pubblicitaria multimedia per sensibilizzare su questa tematica e, soprattutto, per rendere concrete le richieste delle donne con questa patologia.
‘Solo un italiano su 10 – ha spiegato Isabella Cecchina di Invia durante la conferenza stampa – si ritiene ben informato sul tumore al seno metastatico e oltre la metà non ne sa quasi nulla. Sono meno informati gli italiani over 54, gli uomini e chi non ha mai avuto esperienze prossimali in famiglia o persone vicine. Ma anche chi ha avuto esperienza della malattia, nel 37% dei casi, dichiara di non saperne molto. Questi i risultati dell’indagine realizzata da Iqvia su un campione di 800 persone, rappresentativo della popolazione italiana adulta, finalizzata a fare il punto sullo stato delle conoscenze sul tumore al seno metastatico in Italia. L’indagine è stata arricchita attraverso un’analisi delle conversazioni sul web, per comprendere in profondità i temi di discussione e i bisogni dei pazienti e dei loro familiari. Ancora più bassa la conoscenza su familiarità e fattori predisponenti: solo il 20% degli italiani ha sentito parlare della mutazione genetica Brca, fattore di rischio che aumenta la possibilità di contrarre la malattia. Tutto questo malgrado il fatto che il 40% degli italiani ha avuto in famiglia, o fra le persone vicine, un’esperienza di tumore al seno e metà di queste un’esperienza di tumore al seno metastatico.
Dichiara Isabella Cecchini, senior principal di Iqvia, responsabile del progetto: “E’ fondamentale aumentare la conoscenza della malattia e delle possibilità di cura per rafforzare la prevenzione. Inoltre, è importante che le persone che affrontano con coraggio tutti i giorni la malattia siano sempre più consapevoli delle nuove possibilità di cura e possano sentirsi più ascoltate e meno sole. Sarebbe anche indispensabile che l’accesso alle visite e agli esami fosse più semplice e celere ed è fondamentale garantire supporto e servizi ai pazienti e ai caregiver”. A partire dal 5 ottobre, la campagna verrà ripresa attraverso i principali canali di comunicazione, tv, radio, cinema, stampa e affissioni, con l’obiettivo di sensibilizzare il numero più alto di persone. La particolarità di “Una voce per tutte” è che le protagoniste sono pazienti, metastatiche e non.
L’immagine che caratterizza la campagna è quella di un vero e proprio muro di donne. Alcune guardano in camera, altre voltano le spalle, ma tutte hanno un desiderio in comune: vogliono farsi ascoltare. A parlare è solo una voce fuori campo, che rappresenta il pensiero di ognuna di loro, dei loro caregiver e delle associazioni alle quali appartengono. La stessa immagine è declinata anche sugli altri mezzi con il claim “Esserci è importante, essere ascoltate è fondamentale”. La campagna, che ha ricevuto il patrocinio di Pubblicità Progresso, è promossa da Europa Donna Italia ed altre reti associative come “A.n.d.o.s.”, “IncontraDonna”, “Favo Donna” e “Oltre il Nastro Rosa”. E’ stata una vera e propria campagna corale – ha racontato la presidente Rosanna D’Antona – soprattutto per lo spirito che ha animato tutti quelli che vi hanno lavorato, offrendo tempo, passione, disponibilità e soprattutto grande professionalità pro bono:
“Siamo molto soddisfatte di aver dato voce a queste donne e di permettere all’opinione pubblica di scoprire che cos’è il tumore al seno metastatico, ancora circondato da false convinzioni. Rispetto a un tempo, infatti, oggi, grazie ai progressi della medicina, per molte di loro è possibile guardare al futuro. Vogliamo dare voce proprio a queste donne e alle loro richieste, per migliorare sensibilmente la qualità della loro vita e delle loro cure”. La campagna pubblicitaria “Una voce per tutte” è stata creata e prodotta a titolo gratuito da Coòee Italia, realizzata dalla fotografa Carolina Amoretti, pianificata e distribuita da Havas Media Italia. Sarà pianificata su Rai, Mediaset, Sky, La7 e Discovery che hanno concesso gratuitamente gli spazi, così come su carta stampata, per un totale di programmazione di 500.000 €. Completeranno la diffusione anche gli spazi di affissione, in posizioni centrali di Milano e Roma, e una programmazione dedicata nei cinema italiani.
“Una voce per tutti” rimanda alla pagina europadonna.it/manifestotsm. Nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna, le richieste delle donne con tumore al seno metastatico sono state supportate da illustri pareri scientifici. Giuseppe Curigliano, direttore sviluppo di nuovi farmaci per terapie innovative allo Ieo, commenta così il progetto, soffermandosi in particolare sui trial clinici: “Non c’è cosa più bella, per un ricercatore, che vedere uno studio che dimostra un impatto sulle le richieste più importanti per una donna con tumore al seno metastatico: “Voglio vivere più a lungo, con una qualità della vita migliore.” Noi ricercatori abbiamo avuto la fortuna, negli ultimi tre anni, di vedere sempre più studi che hanno dimostrato un vantaggio enorme di sopravvivenza. Quindi, supporto in pieno la richiesta di Europa Donna a costituire un database nazionale, dove la paziente possa accedere autonomamente e identificare tutti i trial clinici in corso e, che, possa avere il diritto di parteciparvi. Un trial clinico non è qualcosa d’èlite, ma un diritto di ogni paziente”
A commentare il manifesto e le richieste delle pazienti, anche Giampaolo Bianchini, responsabile di “Patologia oncologia della Mammella” nel dipartimento di Oncologia medica Irccs San Raffaele Milano, che si sofferma anche sull’aspetto di ascolto e comprensione: “La diagnosi di carcinoma metastatico della mammella genera un misto di emozioni, tra cui paura, ansia, preoccupazione per sè e i propri cari, incertezza e confusione. L’ascolto e la comprensione di queste emozioni e delle domande che ne derivano è fondamentale, perchè ogni donna è una storia a sè. Il medico deve rassicurare la paziente spiegando l’enorme progresso in termini di ricerca e disponibilità di nuovi farmaci che ha significativamente migliorato non solo la qualità, ma anche l’aspettativa di vita. Ma questo beneficio si ottiene soltanto con le migliori cure possibili, accessibili a tutti e in tempi rapidi, nonchè la possibilità di accesso a opzioni terapeutiche innovative. Questa è una richiesta delle pazienti, e un dovere dei medici”.
Il 13 ottobre, le 184 associazioni della rete organizzeranno attività nei principali comuni italiani: le iniziative saranno gestite a livello locale dalle singole associazioni, ma coordinate a livello centrale da Europa Donna Italia e inserite nella cornice generale della campagna “Una voce per tutte”. Dopo questa giornata, Europa Donna Italia proseguirà con un percorso di advocacy presso i decisori istituzionali per portare alla loro attenzione i 5 punti del manifesto, così da proseguire anche oltre questo appuntamento annuale.

– toto: xa1/Italpress

(ITALPRESS).

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