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Qs Top Universities, Cattolica nei primi 100 posti per infermieristica

ROMA (ITALPRESS) – Nella classifica 2024 delle migliori università del mondo per l’Infermieristica (Nursing), l’Università Cattolica del Sacro Cuore si colloca nella top 100 di QS Top Universities, unico caso in Italia, insieme ad un altro ateneo romano. Il ranking di QS ‘by subject’, giunto quest’anno alla 14° edizione, viene stilato ogni anno per università e per singola specialità da Quacquarelli Symonds (QS), il più grande analista internazionale di formazione universitaria, che stila le sue classifiche tenendo conto di una serie di fattori, tra i quali le attività di ricerca, le partnership universitarie, le qualifiche della facoltà e l’esperienza di apprendimento degli studenti. E l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che eccelle in tutti questi campi, offre una formazione al top.
Un piano di studi completamente rinnovato negli ultimi dieci anni per essere al passo con l’evoluzione di questa professione a livello internazionale. E una palestra di training, come quella offerta dal Policlinico Agostino Gemelli IRCCS, tra le migliori e le più complete al mondo. Sono questi i punti di forza della laurea triennale in Infermieristica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
“La formazione che noi offriamo – afferma Lucia Zaino, coordinatrice delle attività professionalizzanti del corso di Laurea in Infermieristica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – è davvero di ampio respiro e consente ai nostri infermieri di trovare facilmente lavoro in qualunque realtà. L’ordinamento degli studi prevede una formazione teorica, fortemente integrata con il tirocinio clinico che, all’interno di Fondazione Policlinico Gemelli i nostri studenti possono fruire ai livelli più elevati, sin dal primo semestre del corso. Perchè il Policlinico Gemelli ‘nutrè, con la sua evoluzione scientifica, i protocolli di ricerca esistenti, il continuo sviluppo, le aree di tirocinio clinico nelle quali i nostri studenti conseguono i crediti formativi”.
Perchè iscriversi all’Infermieristica dell’Università Cattolica dunque? “Perchè abbiamo un sistema di tutoraggio clinico e didattico unici – risponde Zaino -. Lo studente viene preso in carico da un tutor didattico dal primo anno, prerogativa fondamentale per la riuscita del suo percorso, che può poi contare su oltre 420 tutor clinici, nominati all’interno della Fondazione, ai quali viene affidato, in un rapporto one-to-one, per ogni aspetto del tirocinio. E questo fa la differenzà.
Un’offerta formativa che attrae studenti da tutto il mondo. “Da 5 anni – prosegue Zaino – abbiamo attivato programmi di collaborazione, con l’Università dell’Arkansas (32 studenti hanno frequentato l’area critica) e da due anni con la Jefferson University (19 studenti hanno seguito la formazione di base e 3 PhD clinici quella avanzata). Alcuni dei nostri studenti partiranno il prossimo luglio per la Jefferson. E’ attivo infine anche un programma Erasmus con l’Università Cattolica di Valencia e con l’Università di Castilla-La Mancha”.
“Ospitare un corso di laurea in Infermieristica e una laurea magistrale in Scienze infermieristiche ed Ostetriche – afferma Carmen Nuzzo, direttrice del SITRA (Servizio infermieristico Tecnico e Riabilitativo Aziendale) della Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” IRCCS – è un plus anche per il funzionamento di un grande policlinico come il Gemelli, dove lavorano 2.200 infermieri, in un’ottica di collaborazione e contributo bidirezionale. Da una parte quello che il Gemelli offre agli studenti con i propri professionisti già integrati, ma anche il contributo che gli studenti apportano nelle aree cliniche e assistenziali. La forte motivazione al tutoraggio dei nostri infermieri genera una sinergia importante, che porta a creare nuovi professionisti, formati secondo criteri orientati alla pratica clinica. Da noi gli studenti possono sperimentare da subito la realtà lavorativa”.
Il SITRA è stato anche uno dei protagonisti del secondo accreditamento istituzionale Joint Commission International (JCI), di recente conseguito da Fondazione Policlinico Gemelli. “Siamo abituati a ragionare in termini scientifici – ricorda Nuzzo – e dunque l’applicazione degli standard e degli elementi misurabili che JCI richiede, fa parte del nostro modus operandi quotidiano e ha trovato dunque proficuo riscontro all’interno della professione infermieristica, che è stata trainante per tutto il sistema nell’acquisire questo prestigioso accreditamento”.
Quella dell’infermiere è una delle professioni più richieste di oggi e del futuro, anche perchè solo in Italia, si stima vi sia una carenza di circa 56 mila infermieri. Il rapporto infermieri/abitanti in Italia è di 6,3 infermieri per 1.000 abitanti, contro una media europea di 8,3 infermieri/1.000 abitanti. Ed è una professione che ha visto di recente importanti evoluzioni. Non solo in campo assistenziale, dove ci si specializza sempre di più, ma anche nella ricerca.
“L’infermiere di ricerca – spiega Antonello Cocchieri, Ricercatore in Scienze Infermieristiche all’Università Cattolica – è un ambito specialistico clinico. E’ una figura che, con specifica formazione universitaria, è inserita negli studi clinici, dove supporta la ricerca in vari modi (come study coordinator, interfacciandosi con i monitor degli studi profit, gestendo i dati). Il ruolo di ricercatore in scienze infermieristiche rappresenta un’opportunità di crescita in ambito accademico che permette ad un infermiere di ricoprire ruoli universitari come quello di professore di II o I fascia (professore associato o ordinario). Negli ultimi anni l’Università Cattolica, sempre al passo con i tempi – commenta Cocchieri – ha avuto la sensibilità di promuovere la crescita del nostro settore scientifico disciplinare, istituendo posti per ricercatore. Questo ha permesso lo sviluppo delle scienze infermieristiche in una logica di sistema multidisciplinare e multiprofessionale secondo una prospettiva di moderna salute pubblica. Il ricercatore in Scienze Infermieristiche è impegnato nella didattica, nella ricerca pura accademica e in quella traslazionale con ruoli di responsabilità’.
‘Nella ricerca siamo orientati – aggiunge – alla produzione di risultati che abbiano delle potenziali implicazioni migliorative per l’assistenza a individui e gruppi di popolazione. Dopo il corso di laurea triennale in Infermieristica, è possibile continuare gli studi presso il nostro Corso di laurea magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche che consente agli infermieri di acquisire delle competenze specialistiche in area manageriale e formativà.
“La professione dell’infermiere è un’attività lavorativa fondamentale nel mondo sanitario – afferma Stefano Margaritora, Ordinario di Chirurgia toracica all’Università Cattolica e presidente del corso di laurea triennale in Infermieristica – e ha grandi possibilità nel mondo del lavoro, vista anche la grave carenza di queste figure professionali su tutto il territorio nazionale. Il nostro corso di laurea oggi offre una formazione non solo rispetto alle competenze infermieristiche tradizionali, ma apre a tanti altri ruoli: dall’infermiere nelle zone di guerra, a quello impegnato nell’elisoccorso, all’infermiere di area critica, a quello di ricerca. Un infermiere che studi da noi ha la possibilità di fare training e tirocinio in ogni ambito, dalla rianimazione, alle chirurgie, alle diverse branche della medicina e di fare ricercà.
‘Ha inoltre la possibilità – aggiunge – di fare stage professionalizzanti anche all’estero, grazie al programma avviato con la Thomas Jefferson University di Philadelphia, un’opportunità questa offerta solo agli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Eccellenza nella didattica, nel training e nella ricerca – conclude Margaritora – sono gli ingredienti che contribuiscono al successo del nostro corso di laurea in Infermieristica. Una qualità riconosciuta anche dall’eccellente posizionamento all’interno del QS ranking ‘by subject”.

– Foto: Ufficio Stampa Università Cattolica del Sacro Cuore –

(ITALPRESS).

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