PMI: cosa ci aspetta nel 2021

Dopo un 2020 caratterizzato da scenari drammatici per moltissime imprese, è ora di abbandonare l’incertezza e guardare il futuro da una nuova prospettiva.

Per la maggior parte della aziende, quello appena trascorso è stato un anno catastrofico con cali di fatturato mai registrati dal dopoguerra ad oggi, ma a sorpresa, esistono anche aziende che, in questo scenario, sono riuscite a tener botta alla crisi incrementando addirittura le vendite rispetto agli anni precedenti. Come? Attuando la trasformazione digitale.

La PMI italiana è sempre stata digitalmente arretrata rispetto alla concorrenza europea – e a confermarlo è l’Osservatorio del Politecnico di Milano. Nel 2019, seppur l’88% degli imprenditori del Bel Paese riteneva necessarie le innovazioni digitali per far crescere il proprio business, solo il 26% attuava correttamente i processi di digitalizzazione mostrandosi competitivo sui mercati globali.

La crisi economico-sanitaria del 2020 ha inoltre determinato ulteriori ripercussioni negative sull’intero trend, con tagli di budget fino al 12% sugli investimenti pubblicitari e di marketing.

“La paura ha letteralmente paralizzato la maggior parte delle aziende, soprattutto nella Piccola e Media Impresa. D’altro canto invece, gli imprenditori che hanno avuto lungimiranza e che hanno sfruttato la moria di competitors investendo nel digital marketing, hanno sopperito egregiamente alla crisi ed hanno rubato clienti ai loro concorrenti”, afferma Guido Bucci, fondatore di Ok Marketing, agenzia focalizzata sulla crescita digitale delle micro e piccole imprese.

“In Italia abbiamo mille risorse: dall’enogastronomia al turismo, dalla cultura all’innovazione, dalla scienza all’ingegneria. Eppure le nostre imprese soffrono più delle altre perché siamo ad uno stato piuttosto primordiale, quando si parla di digital marketing. È proprio da qui che dovremmo ripartire e se non saremo abbastanza bravi da comprendere i cambiamenti sociali e non riusciremo a coglierne i nuovi trend di consumo, sarà dura per tutti noi” – continua Bucci.

In che modo dobbiamo programmare la ripartenza ed affrontare il 2021?

“Ci sono elementi chiave che devono essere alla base di qualsiasi programma aziendale. Digitalizzare il marketing per esempio, non è un’operazione singola, ma deve essere accompagnata da un profondo cambiamento di mentalità imprenditoriale. Andrebbe rivisto interamente il modello di Business e noi siamo pionieri di questa missione: vogliamo aiutare le piccole realtà che, non avendo risorse interne all’azienda, finora hanno trascurato il web o si sono improvvisate con scarsi risultati” – illustra Bucci.

“Sempre secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, nel 2019 il 20% delle imprese non aveva neppure un sito web, ed aggiungerei che sono pochissime, meno del 10%, quelle che ne possiedono uno realmente funzionale ed utile per la propria strategia.”

“Oggi qualsiasi azienda invece, se vuole restare al passo coi tempi ed allinearsi alle nuove abitudini di acquisto, dovrebbe raccontare il proprio Brand sfruttando il digitale: sito e social, in primis. Spesso ci imbattiamo in siti davvero preistorici, che non sono mobile friendly, che non rispondono alle esigenze dell’utente, che non sono aggiornati o che peggio ancora non sono supportati da nessuna strategia di marketing” – spiega Bucci. “Per non parlare dei social, gestiti perlopiù dal “cuggino” di turno”.

“Ogni giorno abbiamo a che fare con imprenditori che non sono disposti a cambiare mentalità, mentre in un momento storico così importante, è davvero indispensabile osservare avanti con visioni nuove e soprattutto chiare. Inoltre, molti pensano che l’online sia solo per le grandi aziende e questo è l’errore più grave che si possa commettere, perché sono proprio le piccole imprese e le attività locali che dovrebbero sfruttare il web per programmare una rinascita di successo” – prosegue il fondatore di Ok Marketing.

In che modo?

“La comunicazione online è fondamentale per raggiungere il giusto target e bisogna pensare in modo strategico all’attivazione di un marketing mix che possa portare risultati in modo immediato. In questo è utile il search marketing ad esempio, ossia la visibilità organica e sponsorizzata sui motori di ricerca, l’utilizzo consapevole delle email e la comunicazione sui canali social strategici come Facebook, Instagram e LinkedIn, che possono rappresentare un punto di contatto con il potenziale cliente, considerata l’elevata audience di cui godono”.

“Un altro problema è che le piccole attività non hanno molta liquidità e quindi necessitano di un ritorno quasi immediato delle attività di marketing, ma in pochi riescono ad ottenerlo. Se in Italia siamo indietro, forse alcune responsabilità sono anche nostre, ovvero degli addetti ai lavori – confessa Bucci – che negli anni passati non sono stati in grado di supportare con i fatti le belle teorie predicate.”

“Tornando a noi, il grandissimo vantaggio dell’online marketing è che è sempre misurabile. Sappiamo esattamente quanto si investe e quanto ci ritorna. Se io dovessi valutare il professionista a cui affidare la mia strategia dunque, chiederei sempre un’analisi previsionale che farei includere come clausola risolutiva del contratto, in modo da impugnarlo qualora quei risultati non fossero raggiunti. Molti miei colleghi non saranno d’accordo, ma chi lavora con chiarezza e professionalità, deve saper mantenere ciò che promette” – afferma Bucci.

“Ogni piano o strategia di marketing non può definirsi tale senza la previsione e la dimostrazione che, le risorse utilizzate, porteranno un vantaggio economico e un ritorno in termini di immagine e di fatturato”.

“Infine è importante sottolineare che esistono strategie di marketing pensate appositamente per le piccole imprese. Molti imprenditori e liberi professionisti non prendono in considerazione la strada del digitale perché temono di dover investire obbligatoriamente migliaia e migliaia di euro per ottenere risultati. Il mio consiglio invece, è quello di partire sempre con piccoli budget che potranno aumentare man mano che arrivano i risultati”.

“Avremmo dovuto iniziare un decennio fa, ma siamo sempre in tempo” – conclude Guido Bucci.

Il Digitale dunque, sarà la salvezza di migliaia di aziende nella PMI.

Torna su

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi